Seduta n. 482 della Camera dei Deputati, 20/05/2025.
Argomenti: cittadinanza italiana, ius sanguinis, emigrati all'estero, passaporti.
La Camera ha approvato definitivamente la nuova legge sulla cittadinanza italiana, che rende più difficile ottenerla per i discendenti di emigrati all'estero con altre nazionalità. Il voto è stato 137 a favore e 83 contrari, con le opposizioni che hanno denunciato un tradimento verso le comunità italiane nel mondo.
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La Camera ha dedicato l'intera giornata a un solo tema: una nuova legge sulla cittadinanza italiana, voluta dal Governo di centrodestra (A.C. 2402). Il provvedimento rende molto più difficile ottenere la cittadinanza per chi è nato all'estero e ha un'altra cittadinanza, anche se discende da italiani. In pratica limita il principio per cui si è italiani "per sangue", cioè automaticamente perché si discende da un avo italiano. Il testo era già stato approvato dal Senato e il Governo lo ha imposto con un decreto, cioè una norma che entra subito in vigore e che il Parlamento deve solo confermare entro 60 giorni.
La Camera ha approvato definitivamente la legge: 137 voti a favore e 83 contrari. Hanno votato a favore i partiti di Governo (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e gran parte di Noi Moderati). Hanno votato contro tutte le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione) e anche un deputato eletto all'estero, che ha votato in dissenso dal suo stesso gruppo. Un deputato delle minoranze linguistiche si è astenuto. Prima del voto finale, la Camera ha respinto due richieste delle opposizioni di bloccare l'esame della legge perché ritenuta in contrasto con la Costituzione, oltre a decine di proposte di modifica.
Il punto più acceso ha riguardato i milioni di discendenti di emigrati italiani nel mondo. Le opposizioni hanno accusato il Governo di "tradire" le comunità all'estero e di tagliare un diritto con effetto retroattivo, cioè togliendolo anche a chi pensava di averlo già. Hanno criticato in particolare un passaggio del decreto che definisce le richieste di cittadinanza un rischio per la sicurezza nazionale. La maggioranza ha replicato denunciando un vero e proprio commercio di passaporti italiani, venduti da agenzie a persone senza un legame reale con l'Italia. La legge introduce però anche una novità chiesta da tempo: chi ha perso la cittadinanza in passato potrà riacquistarla tra luglio 2025 e dicembre 2027.
Nel pomeriggio, prima del voto, alcuni deputati delle opposizioni hanno parlato della guerra a Gaza, al rientro da una missione bloccata al confine con l'Egitto. Hanno chiesto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di venire in Aula e hanno esposto cartelli con la scritta "Stop arming Israel" (basta vendere armi a Israele), poi fatti rimuovere dal vicepresidente che guidava la seduta. A fine giornata vari deputati sono intervenuti su temi diversi, non in discussione: la morte del pugile Nino Benvenuti, l'anniversario del terremoto in Emilia del 2012, un'operazione contro la mafia a Foggia e le tensioni politiche in Alto Adige.
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