Senato, seduta n. 292 del 8 aprile 2025: giudici onorari, diritti dei lavoratori, violenza di genere

Seduta n. 292 del Senato della Repubblica, 08/04/2025.

Argomenti: giudici onorari, diritti dei lavoratori, violenza di genere, femminicidi.

Il Senato approva la legge sui giudici onorari, riconoscendo loro stipendi adeguati, ferie, malattia e pensione. La maggioranza vota a favore, le opposizioni si astengono ritenendo insufficienti le tutele per alcuni giudici e lamentando la carenza di risorse per il personale degli uffici.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta dell'8 aprile 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha dedicato quasi tutta la giornata a una legge del Governo sui giudici onorari (DDL 1322). I giudici onorari sono giudici che non hanno vinto un concorso pubblico ma vengono nominati, e si occupano della maggior parte delle cause più piccole e quotidiane (i giudici di pace, per esempio). Per anni hanno lavorato come i giudici di ruolo, ma senza ferie, malattia, maternità né pensione. La legge nasce anche perché l'Unione Europea aveva aperto una procedura contro l'Italia (una specie di richiamo formale che può portare a multe) per questo trattamento ingiusto. Il testo era già stato approvato dalla Camera e arrivava al Senato per il via libera definitivo.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato la legge in via definitiva: ora è legge dello Stato. Ai giudici onorari vengono riconosciuti uno stipendio più adeguato, la tredicesima, le ferie, la liquidazione di fine lavoro e tutele per pensione, malattia e maternità. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore con convinzione. Le opposizioni (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra e Verdi) si sono astenute: non hanno votato contro, perché ritengono giusto il principio, ma neanche a favore, perché secondo loro la legge tratta peggio una parte dei giudici (quelli a tempo parziale, pagati meno e con una pensione più frammentata) e soprattutto non mette i soldi per assumere il personale che manca negli uffici. Tutte le proposte di modifica delle opposizioni sono state respinte, ma il Governo ha accolto alcuni loro impegni, tra cui rinviare al 30 giugno 2026 l'entrata in vigore di alcune nuove regole.

Momenti notevoli

A metà seduta il dibattito si è fermato per un gesto trasversale di solidarietà. Tutti i gruppi, maggioranza e opposizione, si sono uniti per condannare gli attacchi sessisti rivolti a due donne con incarichi pubblici: la vice presidente del Senato che stava presiedendo la seduta, insultata durante una presentazione a Milano, e la presidente della Regione Umbria, bersaglio di una campagna di odio online. Un senatore ha allargato il discorso anche al modo, spesso pietistico, in cui si trattano le persone con disabilità.

Altri temi toccati durante la giornata

In chiusura un senatore del Partito Democratico ha ricordato il maestro Roberto De Simone, regista e musicista napoletano scomparso in quelle ore. Un senatore del Movimento 5 Stelle ha lanciato un allarme sui femminicidi, undici dall'inizio dell'anno, raccontando due gravi episodi di violenza avvenuti nel Napoletano e chiedendo più centri antiviolenza e l'educazione affettiva nelle scuole. È stato inoltre annunciato che la seduta del giorno dopo sarebbe slittata nel pomeriggio per la visita ufficiale del re Carlo III e della regina Camilla.

Le leggi votate in questa seduta

Tutte le votazioni della seduta

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