Seduta n. 227 della Camera dei Deputati, 16/01/2024.
Argomenti: riforma prescrizione, termini processo penale, estinzione reati, corti d'appello.
La Camera ha approvato la riforma della prescrizione nei processi penali con il voto della maggioranza di centrodestra, modificando i termini di estinzione dei reati. Le opposizioni hanno contestato la norma per il rischio di prescrizione di processi complicati e hanno chiesto di rimandare il voto per ascoltare i presidenti delle corti d'appello.
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Il tema centrale della giornata è stato la riforma della prescrizione, cioè la regola per cui, se un processo penale dura troppo a lungo, a un certo punto il reato si estingue e non si può più condannare nessuno. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), con il sostegno del partito Azione, ha portato in aula una proposta del centrodestra (proposta di legge Pittalis, A.C. 893) per cambiare di nuovo queste regole. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) si sono opposte con forza. In apertura di mattinata il Governo aveva anche risposto a due domande dei parlamentari: una sui fondi europei per le filiere agroalimentari (interrogazione 3-00820) e una sul rispetto della presunzione di innocenza nelle inchieste giudiziarie (interpellanza 2-00212).
La Camera ha approvato la riforma della prescrizione. In pratica, la nuova legge fa sì che il conto del tempo non si fermi per sempre dopo la sentenza di primo grado, come prevedeva la legge precedente, ma riprenda a correre se il processo d'appello o in Cassazione non arriva in tempi prestabiliti (due anni in appello, uno in Cassazione). Il centrodestra la presenta come una garanzia per chi è sotto processo, perché nessuno resti imputato a vita. Le opposizioni sostengono invece che così tornano a estinguersi molti processi, soprattutto quelli lunghi e complicati come quelli per corruzione. Tutte le proposte di modifica delle opposizioni sono state bocciate; sono passati solo alcuni ordini del giorno (impegni generici per il Governo) riscritti d'accordo con l'esecutivo.
Le opposizioni hanno chiesto di rimandare la legge in commissione per ascoltare i 26 presidenti delle corti d'appello italiane, che avevano scritto al ministro della Giustizia Carlo Nordio segnalando un rischio: senza regole di passaggio chiare, i tribunali dovranno ricalcolare a mano i termini di migliaia di vecchi fascicoli, con il pericolo di perdere 3 miliardi di euro di fondi europei destinati alla giustizia. La richiesta è stata respinta. I deputati dei Cinque Stelle hanno ricordato in aula casi drammatici di processi già finiti in prescrizione, come la strage ferroviaria di Viareggio, il disastro del ponte Morandi e l'inchiesta sull'Ilva di Taranto. È poi scoppiata una polemica perché il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, aveva diffuso una nota che dava la riforma per approvata mentre l'aula stava ancora votando.
A fine seduta un deputato della Sinistra ha denunciato il licenziamento di personale amministrativo della scuola (assistenti ATA), nonostante un impegno preso dal Governo nella legge di bilancio per prorogarne i contratti. Un deputato della Lega ha invece chiesto più tempo e la sospensione delle multe per gli italiani residenti all'estero che non si sono iscritti in tempo all'anagrafe degli italiani all'estero (l'AIRE), per la quale è prevista una sanzione fino a 1.000 euro l'anno.
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