Seduta n. 486 della Camera dei Deputati, 27/05/2025.
Argomenti: decreto sicurezza, voto fiducia, occupazioni abusive, proteste carcerarie, cannabis light.
La Camera ha approvato il decreto Sicurezza del Governo con voto di fiducia: 201 favorevoli contro 117 contrari. Il provvedimento introduce nuovi reati, inasprisce pene e riguarda occupazioni abusive, truffe agli anziani, proteste in carcere e cannabis light, scatenando proteste dell'opposizione.
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La giornata di martedì alla Camera è stata dedicata interamente al cosiddetto "decreto Sicurezza" del Governo (DDL 2355), un testo molto contestato che modifica il codice penale in più punti. Il Governo ha trasformato un disegno di legge che era fermo al Senato da mesi in un decreto, cioè un atto che entra subito in vigore. Il provvedimento crea quattordici nuovi reati, inasprisce le pene per altri nove e introduce diverse circostanze aggravanti. I temi principali sono: punire chi occupa una casa altrui (con sgombero rapido), punire le truffe agli anziani, dare più tutele legali a poliziotti e vigili del fuoco, dotarli di telecamere indossabili, introdurre il reato di "rivolta" anche nelle carceri, vietare di fatto la canapa industriale (la cosiddetta "cannabis light", quella senza effetti drogheri), trasformare in reato il blocco stradale (che oggi è solo una multa) e cambiare le regole per le donne incinte e le madri detenute.
Il Governo ha chiesto la "fiducia" sul decreto: significa che il Parlamento deve approvarlo così com'è, senza modifiche, altrimenti il Governo cade. La Camera ha votato sì alla fiducia con 201 voti favorevoli (la maggioranza di centrodestra: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) e 117 contrari (le opposizioni di centrosinistra: Partito Democratico, Cinque Stelle, Sinistra-Verdi, Italia Viva, Azione e +Europa), con 5 astenuti. Da quel momento il testo del decreto è "blindato": non si possono più cambiare le parole. Resta solo la fase degli "ordini del giorno", cioè raccomandazioni che le opposizioni rivolgono al Governo. Nella nottata sono stati votati i primi venti ordini del giorno e tutti sono stati respinti. La votazione finale del decreto è rinviata ai giorni successivi.
Le opposizioni hanno usato la giornata per attaccare il metodo del Governo, oltre che il merito. Il deputato Roberto Giachetti (Italia Viva) ha ricordato che il Governo Meloni in 31 mesi ha già messo la fiducia 90 volte, contro le 36 del Governo Berlusconi citato e le 68 del Governo Renzi. Il Movimento 5 Stelle, attraverso Federico Cafiero De Raho (ex magistrato), ha contestato in particolare il nuovo reato che punisce con il carcere chi in cella protesta in modo passivo, anche solo rifiutandosi di mangiare: "così mandate in galera anche Gandhi", ha detto un altro deputato. La deputata Carla Giuliano (Cinque Stelle) ha denunciato di essere stata zittita la mattina in commissione da un collega di maggioranza che le ha aperto il microfono di nascosto, e per protesta ha portato un fazzoletto bianco alla bocca davanti all'aula. La maggioranza ha risposto rivendicando i risultati: il deputato Igor Iezzi (Lega) ha citato il caso di una donna con cento e cinquanta arresti per furto e dieci figli a cui finora il carcere veniva sempre rinviato, e gli sgomberi rapidi già fatti a Ispica e Mestre. La fase dei pareri del Governo sugli ordini del giorno è iniziata con due ore di ritardo, perché il Sottosegretario all'Interno Nicola Molteni (Lega) ha chiesto due rinvii per finire di leggerli, scatenando le proteste delle opposizioni che parlavano di "presa in giro del Parlamento".
Il punto più discusso, oltre alla fiducia, è stato l'articolo che vieta la canapa industriale (cosiddetta "cannabis light"). I Cinque Stelle hanno difeso un settore che secondo loro vale due miliardi di euro l'anno e dà lavoro a circa undicimila persone, sostenendo che il prodotto è legale, non droga e viene coltivato anche in Veneto grazie a una legge promossa dal presidente leghista Luca Zaia. Hanno anche detto che la nuova norma va contro le regole europee sulla libera circolazione delle merci. Si è parlato a lungo delle condizioni delle carceri: i deputati hanno ricordato che nelle prigioni italiane ci sono circa 62.000 detenuti su 51.000 posti regolari (oltre il 130 per cento di affollamento) e che dall'inizio del 2025 ci sono già stati 32 suicidi tra i detenuti. Sono stati citati anche temi internazionali: il rimpatrio in Libia del torturatore Almasri (caso usato dalle opposizioni per accusare il Governo di "fare amicizia con i criminali veri"), il mandato di cattura internazionale contro il primo ministro israeliano Netanyahu firmato a novembre 2024, e i referendum sui diritti dei lavoratori dell'8 e 9 giugno 2025. La seduta è iniziata alle 16,30 sotto la presidenza della vicepresidente Anna Ascani (PD) ed è terminata alle 0,05 del giorno dopo, con il vicepresidente Sergio Costa (Cinque Stelle) a guidare la sessione notturna.
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