Seduta n. 243 della Camera dei Deputati, 13/02/2024.
Argomenti: Medio Oriente, cessate il fuoco, Stato di Palestina, Gaza.
La Camera ha discusso la guerra in Medio Oriente con sei mozioni diverse. Il Governo ha confermato il sostegno umanitario a Gaza e l'obiettivo dei due Stati. Approvate le mozioni della maggioranza e delle opposizioni moderate, bocciate quelle più critiche verso Israele.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il tema centrale della giornata è stata la guerra in Medio Oriente, a poco più di quattro mesi dall'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023. La Camera ha esaminato sei diversi documenti con cui i gruppi politici indicano al Governo come comportarsi (le mozioni). Quasi tutti hanno condannato l'attacco di Hamas e riconosciuto il diritto di Israele a difendersi, ma con accenti molto diversi sulla guerra a Gaza. Il Governo, rappresentato dal Vice Ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, ha ribadito la linea italiana: sostegno umanitario alla popolazione di Gaza, richiesta di un cessate il fuoco, liberazione degli ostaggi e l'obiettivo di lungo periodo di «due popoli, due Stati» (uno Stato israeliano e uno palestinese che convivono). Nella mattinata l'aula aveva anche affrontato alcune domande dei deputati ai ministri (le interrogazioni) e aveva ripreso l'esame di una legge per istituire una commissione parlamentare che indaghi sulla gestione della pandemia di COVID-19.
La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha approvato la propria mozione comune sul Medio Oriente (la mozione 1-00238). Sono passate anche, in tutto o in parte, le mozioni di tre forze di opposizione più moderate: quella di Azione di Ettore Rosato (1-00234), quella di Italia Viva di Davide Faraone (1-00236) e una parte della mozione del Partito Democratico di Elly Schlein (1-00233). Sono state invece bocciate quasi del tutto le richieste più nette del Movimento 5 Stelle (mozione 1-00222) e di Alleanza Verdi e Sinistra di Nicola Fratoianni (mozione 1-00239), che chiedevano tra l'altro il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina e il ripristino dei fondi all'agenzia ONU per i profughi palestinesi. Sulla legge per la commissione d'inchiesta sul COVID l'aula ha votato i singoli articoli, ma il voto finale è stato rinviato al giorno dopo perché erano arrivati troppi documenti aggiuntivi da esaminare (oltre 50). Il resoconto ufficiale non riporta i numeri esatti dei voti favorevoli e contrari.
Il dibattito sul Medio Oriente è stato molto acceso. Il deputato Riccardo Ricciardi (Movimento 5 Stelle) ha criticato duramente il Governo, attaccando in particolare la scelta di aggiungere la parola «sostenibile» alla richiesta di cessate il fuoco e l'accordo dell'ENI sul gas in acque contese. Elly Schlein (Partito Democratico) e Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra) hanno chiesto con forza di fermare l'annunciata offensiva israeliana su Rafah e di riconoscere lo Stato di Palestina. Dai banchi della maggioranza, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia hanno difeso Israele come unica democrazia della regione e hanno insistito sui rischi per i traffici nel Mar Rosso. A fine seduta è arrivata una notizia di rilievo: la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha comunicato le dimissioni di Vittorio Sgarbi da Sottosegretario alla Cultura.
Nella prima parte della seduta i deputati hanno posto domande ai rappresentanti del Governo (le interrogazioni): sulla carenza di aule del liceo «Leopardi» di Recanati, sulla gestione di un fondo per il turismo sostenibile (con accuse di favoritismi politici respinte dalla Sottosegretaria Paola Frassinetti) e sul monitoraggio del rischio frane a Ischia. Il Partito Democratico, con Debora Serracchiani, ha chiesto al Ministero della Giustizia di verificare la pubblicazione sui giornali di intercettazioni legate a un'inchiesta della procura di Ragusa; il Governo ha risposto che non ci sono motivi per un'ispezione. A fine giornata due deputate del Movimento 5 Stelle hanno parlato della protesta dei lavoratori di un'azienda nel Cremonese e della chiusura dei consultori familiari a causa dei tagli alla sanità.
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