Seduta n. 58 della Camera dei Deputati, 27/02/2023.
Argomenti: superbonus 110 per cento, Acciaierie d'Italia Taranto, scudo penale ambientale, crediti fiscali, inquinamento industriale.
Discussione su bonus casa e crediti fiscali bloccati, e sul salvataggio dell'ex Ilva di Taranto con investimenti pubblici. Acceso dibattito sullo scudo penale ambientale e sanitario. Nessuna decisione finale rinviata al 28 febbraio.
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La giornata è stata interamente di discussione, senza decisioni finali: i deputati hanno presentato le loro posizioni su due grandi temi, rinviando ogni voto al giorno dopo. Il primo tema è il futuro dei bonus per la casa, cioè gli sconti fiscali per ristrutturare gli edifici e renderli meno inquinanti (in particolare il superbonus 110 per cento). Si è discusso di due richieste al Governo, una proposta del centrodestra di Forza Italia (mozione 1-00040) e una delle opposizioni di centrosinistra del Movimento 5 Stelle (mozione 1-00048), entrambe per rimettere ordine in regole cambiate decine di volte in due anni. Il secondo tema è il salvataggio dell'ex Ilva di Taranto, oggi chiamata Acciaierie d'Italia, la più grande acciaieria d'Europa, attraverso una legge del Governo (disegno di legge A.C. 908).
In pratica, nulla è stato deciso oggi: su entrambi i temi si è solo aperto il dibattito e i voti veri sono stati spostati alla seduta del giorno successivo, il 28 febbraio. Sui bonus per la casa il problema centrale è che migliaia di imprese hanno accumulato crediti fiscali che non riescono a vendere alle banche per ottenere liquidità, e quindi rischiano di fallire. Il centrodestra che governa difende un recente decreto che ha bloccato la vendita di questi crediti per le nuove pratiche, per proteggere i conti pubblici; le opposizioni chiedono invece di riattivare quel meccanismo. Sull'ex Ilva, la legge prevede che lo Stato, tramite la società pubblica Invitalia, metta nuovi soldi nell'azienda (circa 680 milioni di euro pubblici, oltre ai fondi del socio privato) per pagare le bollette energetiche e i fornitori ed evitare la chiusura.
Il momento più acceso è stato lo scontro sull'ex Ilva. Le opposizioni hanno attaccato il cosiddetto scudo penale, cioè le norme che proteggono chi gestisce l'impianto dalle conseguenze penali se rispetta certe prescrizioni, pur di tenere aperta la produzione. Una deputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha letto in aula la testimonianza di una mamma di Taranto malata di tumore, ricordando che a Taranto si registra un eccesso di tumori, anche tra i bambini, e che l'ONU ha chiamato la città "zona di sacrificio". Una deputata del Movimento 5 Stelle ha definito il provvedimento "pericoloso" e contrario alla Costituzione. La maggioranza di centrodestra ha replicato che la legge tiene insieme lavoro, salute e ambiente e che lo Stato deve difendere un'industria strategica. È emersa anche una spaccatura dentro la maggioranza stessa: un deputato del Movimento 5 Stelle ha fatto notare che Forza Italia chiedeva di sbloccare i crediti dei bonus mentre Fratelli d'Italia difendeva il decreto che li blocca.
Alla fine della seduta una deputata del Partito Democratico ha chiesto che il ministro dell'Interno venga in aula a riferire d'urgenza sul naufragio di migranti avvenuto nella notte tra sabato e domenica davanti alle spiagge di Cutro, in provincia di Crotone, dove sono morte molte persone. Ha chiesto di unire a questa comunicazione anche il tema di un allarme terroristico di cui si era già parlato. Il presidente dell'aula si è impegnato a girare la richiesta al ministro. In apertura era stato comunicato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato le dimissioni di una sottosegretaria all'Università.
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