Seduta n. 189 del Senato della Repubblica, 15/05/2024.
Argomenti: premierato, superbonus edilizio, crisi di maggioranza.
Seduta dedicata soprattutto alla riforma costituzionale del premierato, con discussione sui bonus per la casa e fiducia posta dal Governo sul superbonus. Tensioni nella maggioranza: Forza Italia assente. Voto rinviato al giorno seguente.
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Quasi tutta la giornata è stata dedicata alla grande riforma costituzionale del centrodestra chiamata "premierato": la proposta di far eleggere direttamente dai cittadini il Presidente del Consiglio, cioè il capo del Governo (le proposte di legge DDL 935 del Governo e DDL 830, questa a prima firma di Matteo Renzi). Oggi non si è votato: i senatori hanno solo continuato a esporre le proprie ragioni. Nel tardo pomeriggio si è poi iniziato a discutere un secondo provvedimento, un decreto del Governo sui bonus per la casa, in particolare sul superbonus edilizio (DDL 1092).
In concreto, nessuna decisione definitiva: entrambi i temi sono stati rinviati ai giorni successivi. Sulla riforma costituzionale la discussione proseguirà nelle settimane seguenti. Sul decreto dei bonus per la casa il Governo ha posto la "questione di fiducia": vuol dire che chiede all'aula di approvare il testo così com'è, senza modifiche, in un voto unico che lega la sopravvivenza del Governo al provvedimento. Il voto vero e proprio è stato fissato per il giorno dopo, il 16 maggio.
Il fatto politico del giorno è una spaccatura interna alla maggioranza di centrodestra. La sera prima, nella commissione che esaminava il decreto sui bonus, c'era stato un tentativo (poi bloccato dal presidente del Senato Ignazio La Russa) di aggiungere un componente in più per superare le divisioni. Forza Italia, in polemica, è rimasta assente dall'aula per tutta la discussione del decreto. Le opposizioni (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra) hanno parlato di un Governo diviso e hanno criticato l'uso della fiducia per ricompattare la maggioranza. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia e Lega in primo piano) ha rivendicato la scelta di fermare il superbonus per mettere in ordine i conti pubblici. L'aula ha inoltre espresso solidarietà al primo ministro slovacco Robert Fico, ferito in un attentato.
Sul superbonus si è acceso un duro botta e risposta sui numeri: l'opposizione ricorda che la misura ha fatto crescere l'economia e l'occupazione, mentre la maggioranza sottolinea i costi enormi per lo Stato (le cifre citate vanno dai circa 160 ai 219 miliardi di euro). Si è parlato anche del rinvio di un anno della tassa sulle bevande zuccherate (la cosiddetta "sugar tax"). Alla fine della seduta alcuni senatori hanno richiamato temi non in programma: la fibromialgia, una malattia cronica e invalidante che chiede più attenzione, e l'anniversario dell'alluvione del 2023 in Emilia-Romagna, con la richiesta di ristori più rapidi e completi per le famiglie colpite.
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