Senato, seduta n. 323 del 2 luglio 2025: riforma costituzionale, separazione carriere magistrati

Seduta n. 323 del Senato della Repubblica, 02/07/2025.

Argomenti: riforma costituzionale, separazione carriere magistrati, spionaggio giornalisti, fondi Resto al Sud.

Il Senato ha discusso l'articolo 2 della riforma costituzionale sulla giustizia, che separa le carriere di giudici e pubblici ministeri. La maggioranza ha respinto tutti gli oltre sessanta emendamenti dell'opposizione, che ha lamentato l'assenza di confronto costruttivo.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 2 luglio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha continuato a discutere la riforma costituzionale della giustizia voluta dal Governo di centrodestra (DDL costituzionale 1353). La riforma cambia sette articoli della Costituzione e separa in modo netto le carriere dei magistrati: da una parte i giudici che decidono le sentenze, dall'altra i pubblici ministeri (i magistrati che svolgono le indagini e sostengono l'accusa nei processi). Sono inoltre previsti due distinti organi di autogoverno della magistratura (oggi ce n'è uno solo, il CSM) e una nuova "Alta corte" per giudicare gli illeciti dei magistrati. Il testo arriva al Senato già approvato dalla Camera. In questa giornata si è discusso solo dell'articolo 2, quello che modifica le regole costituzionali sulle carriere.

Cosa hanno deciso

La maggioranza ha respinto tutti gli oltre sessanta emendamenti presentati dalle opposizioni. Nessuno è passato. Il rappresentante del Governo presente in aula, il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, ha chiesto il ritiro di ogni proposta, altrimenti parere contrario. Niente è diventato legge oggi: la riforma non è ancora approvata. Il dibattito proseguirà in una prossima seduta del Senato. Trattandosi di una riforma costituzionale, anche dopo il voto definitivo del Parlamento i cittadini potrebbero essere chiamati a confermarla o respingerla con un referendum.

Momenti notevoli

La seduta è stata segnata da un fatto inusuale: per ore ha parlato solo l'opposizione, mentre i senatori della maggioranza sono rimasti in silenzio senza rispondere nel merito. Diversi senatori del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno detto che si tratta di una pagina deprimente per il Parlamento, perché su una modifica della Costituzione ci si aspetterebbe un confronto vero. Le opposizioni hanno chiesto più volte la "verifica del numero legale" (un controllo per accertare che in aula ci siano abbastanza senatori per votare): la maggioranza ha sempre risposto presente. A fine giornata il senatore Antonio Guidi (centrodestra) ha replicato con toni molto duri, parlando di "cretinismo mentale".

Altri temi toccati durante la giornata

Dopo la chiusura della discussione sulla riforma, alcuni senatori sono intervenuti su argomenti non in programma. Il senatore Roberto Menia (Fratelli d'Italia) ha ricordato i tre soldati italiani caduti il 2 luglio 1993 in Somalia nella battaglia del "checkpoint Pasta", durante una missione di pace dell'ONU; al ricordo si è unito il senatore Luigi Nave (Movimento 5 Stelle), che a quella missione aveva partecipato. Il senatore Walter Verini (Partito Democratico) ha sollecitato il Governo a rispondere su un caso grave di spionaggio: alcuni giornalisti italiani (tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e il direttore di Dagospia Roberto D'Agostino) sarebbero stati spiati con un programma informatico ("Graphite") venduto al Governo da una società israeliana. La senatrice Concetta Damante (Movimento 5 Stelle) ha denunciato che i fondi di "Resto al Sud 2.0" (495 milioni di euro destinati a giovani imprenditori del Mezzogiorno, stanziati oltre un anno fa) sono ancora bloccati perché il Governo non ha emanato i decreti necessari a renderli spendibili.

Tutte le votazioni della seduta

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