Camera, seduta n. 410 del 16 gennaio 2025: separazione carriere magistrati

Seduta n. 410 della Camera dei Deputati, 16/01/2025.

Argomenti: separazione carriere magistrati, indipendenza della magistratura, autogoverno magistraturo, parità donne nella giustizia, riforma costituzionale.

La Camera ha approvato in prima lettura la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, proposta dal Governo. Le opposizioni hanno votato contro, contestando soprattutto l'assenza di garanzie sulla parità di genere negli organi di autogoverno della magistratura. La seduta è stata sospesa due volte per cercare un accordo senza esito.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 16 gennaio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è stata dedicata quasi tutta a una grande riforma costituzionale della giustizia voluta dal Governo: la separazione delle carriere dei magistrati (la riforma proposta dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, DDL costituzionale 1917). Oggi un magistrato può passare nel corso della carriera dal ruolo di accusatore (il pubblico ministero, che indaga) a quello di giudice (chi decide la sentenza), e viceversa. La riforma li divide in due carriere separate, ciascuna con un proprio organo di autogoverno. Insieme al testo del Governo erano collegate quattro proposte simili presentate da singoli deputati di maggioranza e opposizione (PdL 23, PdL 434, PdL 806, PdL 824).

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato la riforma in prima lettura. Trattandosi di una modifica alla Costituzione, il percorso è lungo: il testo dovrà ora passare al Senato e poi tornare di nuovo in entrambe le Camere, e potrebbe concludersi con un referendum tra i cittadini. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore con convinzione, presentandola come una riforma storica che rende il giudice più imparziale. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle e Sinistra) hanno votato contro, sostenendo che la riforma indebolisce l'indipendenza della magistratura. Italia Viva, pur favorevole all'idea, si è astenuta in segno di protesta per come è stata gestita; Azione e +Europa hanno votato a favore. Prima del voto sono state respinte decine di richieste di impegno (i cosiddetti ordini del giorno, cioè inviti al Governo a comportarsi in un certo modo) presentate dalle opposizioni.

Momenti notevoli

Lo scontro più acceso è stato sulla parità tra uomini e donne. Le opposizioni, ma anche alcune deputate, chiedevano che la riforma garantisse un equilibrio tra i due sessi nei nuovi organi di autogoverno della magistratura, come prevede la Costituzione. Il Governo ha risposto con una formula generica e poco vincolante, e ha rifiutato impegni più netti. Maria Elena Boschi (Italia Viva) ha attaccato duramente la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di non usare la sua posizione per aiutare le altre donne. La seduta è stata sospesa due volte per cercare un accordo, che però non è stato trovato. Diversi parlamentari hanno protestato perché il testo era "blindato", cioè la maggioranza non aveva accettato di modificare nemmeno una parola in questa prima lettura.

Altri temi toccati durante la giornata

In apertura, alcuni deputati hanno chiesto che la Ministra del Lavoro venisse a riferire su un nuovo contratto per i lavoratori dei call center, ritenuto peggiorativo per circa 200.000 persone. Dopo il voto sulla giustizia, il dibattito si è spostato sulla tregua appena annunciata a Gaza: alcuni deputati hanno chiesto che il Ministro degli Esteri Antonio Tajani venisse a spiegare la posizione dell'Italia sul Medio Oriente e sulle sue dichiarazioni riguardo alla Corte penale internazionale. A fine seduta sono stati denunciati i forti ritardi dei treni, con un appello al Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Infine è stata annunciata, per il 23 gennaio, la riunione congiunta di Camera e Senato per eleggere quattro giudici della Corte costituzionale.

Le leggi votate in questa seduta

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