Senato, seduta n. 152 del 31 gennaio 2024: decreto energia, fonti rinnovabili, scuola tecnica
Seduta n. 152 del Senato della Repubblica, 31/01/2024.
Argomenti: decreto energia, fonti rinnovabili, scuola tecnica, educazione professionale.
Il Senato ha approvato il decreto sulla sicurezza energetica con fiducia al Governo con 97 voti a favore. Approvata anche la riforma della scuola tecnica che riduce da cinque a quattro anni i percorsi professionali.
Sintesi AI della seduta
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Senato - seduta del 31 gennaio 2024 (in parole semplici)
Di cosa hanno discusso
Il Senato ha esaminato due provvedimenti importanti. Il primo è un decreto del Governo sull'energia (DDL 996), che era già stato approvato dalla Camera: riguarda la sicurezza energetica del Paese, le fonti rinnovabili, gli aiuti alle imprese che consumano molta energia e i fondi per i territori colpiti dalle alluvioni del maggio 2023. Su questo testo il Governo ha chiesto un voto di fiducia, cioè ha legato la propria sopravvivenza all'approvazione del provvedimento senza possibilità di modificarlo. Il secondo è una riforma della scuola tecnica e professionale (DDL 924), voluta dal ministro dell'istruzione: riduce da cinque a quattro anni questi percorsi e li collega più strettamente alle aziende del territorio.
Cosa hanno deciso
Sul decreto energia il Senato ha confermato la fiducia al Governo: 97 voti a favore, 74 contrari e 2 astenuti. Con questo voto il decreto diventa legge in via definitiva. La maggioranza di centrodestra lo ha difeso come una strategia per rendere l'Italia più indipendente dal punto di vista energetico, puntando anche su gas, rigassificatori e nucleare di nuova generazione. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno votato contro, accusando il Governo di puntare troppo sulle fonti fossili e di non avere una vera visione sulle rinnovabili. Anche la riforma della scuola tecnica è stata approvata in via definitiva, sempre con il centrodestra a favore e le opposizioni contrarie.
Momenti notevoli
La giornata sulla riforma della scuola è stata caotica. Più volte la maggioranza ha dovuto chiedere brevi sospensioni e ha cambiato in corsa i pareri sugli emendamenti, suscitando le proteste delle opposizioni. Alla fine, su una modifica tecnica al testo, due volte non c'erano abbastanza senatori in aula per votare (mancava il cosiddetto numero legale). Le opposizioni hanno chiesto di rinviare tutto al giorno dopo, ma il presidente del Senato ha insistito e solo al terzo tentativo, in serata, il voto è andato a buon fine. In mattinata, inoltre, i capigruppo dell'opposizione hanno protestato per come era stata gestita una votazione in una commissione, chiedendo un esame ufficiale sul rispetto delle regole.
Altri temi toccati durante la giornata
A fine seduta alcuni senatori sono intervenuti su temi diversi da quelli in discussione. Un senatore di Italia Viva ha ricordato i trent'anni della prima legge nazionale sulla montagna, chiedendone una nuova. Un senatore del Partito Democratico ha commemorato il giudice Emilio Alessandrini, ucciso a Milano dal terrorismo nel 1979. Un senatore dei Cinque Stelle ha chiesto al Ministero dell'Economia di intervenire sull'accordo tra Italia e Svizzera, perché alcuni lavoratori che ogni giorno attraversano il confine rischiano di pagare le tasse due volte.