Camera, seduta n. 67 del 13 marzo 2023: riforma Cartabia, perseguimento d'ufficio

Seduta n. 67 della Camera dei Deputati, 13/03/2023.

Argomenti: riforma Cartabia, perseguimento d'ufficio, arresti in flagranza, violenza sulle donne, mafia e terrorismo.

La Camera ha discusso la proposta del Governo per correggere la riforma Cartabia sul processo penale. Interventi su reati perseguibili d'ufficio quando coinvolti mafia o terrorismo, e arresti in flagranza con tempi estesi. Convergenza trasversale con opposizioni, anche se critiche su dettagli. Discussi anche mozioni sulla Costituzione e un trattato internazionale sui metalli preziosi.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 13 marzo 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata alla Camera è stata dedicata quasi per intero alla giustizia penale. Il tema principale è stato una proposta del Governo, presentata dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che corregge alcune parti della cosiddetta riforma Cartabia (il pacchetto di regole sul processo penale entrato in vigore a fine 2022). La proposta (DDL A.C. 831) interviene su due punti. Primo: alcuni reati, come lesioni o minacce, oggi possono essere perseguiti dallo Stato solo se la vittima sporge denuncia formale (la "querela"); la proposta stabilisce che lo Stato proceda comunque da solo quando dietro al reato c'è la mafia o il terrorismo, o quando l'autore è una persona già ritenuta socialmente pericolosa. Secondo: consente alle forze dell'ordine di arrestare in flagranza una persona anche se la vittima non si trova subito, lasciando 48 ore di tempo per raccogliere la denuncia. Nella stessa giornata si è discusso anche di quattro mozioni (documenti con cui l'aula chiede al Governo di muoversi in una certa direzione) sul rispetto dei principi della Costituzione nel processo penale, e di una legge che permette all'Italia di aderire a un trattato internazionale del 1972 sulla marchiatura degli oggetti in metalli preziosi, come oro e argento (proposta A.C. 849 e testi collegati).

Cosa hanno deciso

In pratica, nulla è stato deciso in via definitiva oggi. Era infatti un lunedì di sole discussioni di apertura: i deputati hanno illustrato le loro posizioni, ma i voti veri sono stati rinviati ai giorni successivi. L'unica cosa approvata, senza obiezioni, è stato il verbale della seduta precedente. Quindi nessuna legge è entrata in vigore in questa giornata e nessuna mozione è stata votata.

Momenti notevoli

Sulla proposta del Ministro Nordio si è vista una convergenza insolita: la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega) la sostiene come un aggiustamento tecnico necessario, mentre le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) ne condividono l'idea di fondo, pur criticando il Governo per non aver accolto le loro modifiche. I Cinque Stelle hanno rivendicato di essere stati i primi a chiedere questa correzione e hanno insistito perché lo Stato torni a perseguire da solo molti più reati. Una deputata dei Cinque Stelle ha allargato il discorso alla violenza sulle donne, ricordando che in Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni. All'inizio della seduta le opposizioni hanno chiesto di nuovo che il Ministro Matteo Salvini venga in aula a riferire sul naufragio di migranti di Cutro.

Altri temi toccati durante la giornata

Discutendo le mozioni sulla giustizia, Forza Italia ha chiesto interventi pesanti: cancellare il reato di abuso d'ufficio, limitare le intercettazioni e i microfoni-spia nei telefoni (i cosiddetti "trojan"), e rivedere le regole sulla custodia in carcere prima della condanna definitiva. I Cinque Stelle e il Partito Democratico hanno risposto difendendo proprio quegli strumenti, sostenendo che servono a combattere corruzione e mafia e che la riforma Cartabia va prima verificata, non stravolta. Tutte queste richieste, però, sono rimaste sul piano della discussione: si tratta di indirizzi politici, non di leggi già approvate.

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