Seduta n. 149 del Senato della Repubblica, 24/01/2024.
Argomenti: autonomia regionale, costituzione, aiuti militari Ucraina, diplomazia guerra.
Il Senato ha respinto la proposta costituzionale sull'autonomia regionale presentata dai cittadini, mentre ha approvato il rinnovo degli aiuti militari all'Ucraina fino a fine 2024. Sulla guerra ucraina emerge una spaccatura nella maggioranza di centrodestra sulla linea diplomatica.
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La giornata ha ruotato intorno a due grandi temi: l'autonomia delle Regioni e gli aiuti militari all'Ucraina. Al mattino il Senato ha esaminato una proposta di modifica della Costituzione nata da una raccolta di firme dei cittadini (DDL costituzionale 764). L'obiettivo era opposto a quello dell'autonomia differenziata che la maggioranza di centrodestra aveva approvato il giorno prima: invece di dare più poteri alle singole Regioni, riportava allo Stato il controllo su materie ritenute decisive per tenere unito il Paese, come la sanità, la scuola, l'università e le grandi infrastrutture. Al pomeriggio si è discusso del rinnovo dell'autorizzazione a inviare armi ed equipaggiamenti militari all'Ucraina fino a fine 2024 (decreto-legge 200/2023, DDL 974).
La proposta dei cittadini sull'autonomia (DDL 764) è stata bocciata. Il Senato l'ha respinta articolo per articolo: poiché nessun articolo è passato, l'intero testo è caduto. La maggioranza di centrodestra ha votato contro, le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) a favore. Il decreto sugli aiuti militari all'Ucraina, invece, è stato approvato e quindi diventa legge. Hanno votato a favore sia la maggioranza sia gran parte delle opposizioni: il sostegno a Kiev resta una posizione molto larga in Parlamento. È stato approvato anche un documento di indirizzo della Lega (Massimiliano Romeo) che chiede al Governo di spingere di più per una soluzione diplomatica della guerra, accanto al sostegno militare. Lo stenografico non riporta i numeri esatti dei voti.
La seduta si è fermata per commemorare Gigi Riva, il campione del Cagliari e della Nazionale scomparso pochi giorni prima: quasi tutti i gruppi hanno preso la parola per ricordarlo. C'è stato uno scontro forte tra il senatore Dario Parrini (Partito Democratico) e il presidente della commissione Affari costituzionali Alberto Balboni (Fratelli d'Italia) sul giudizio storico riguardo a Giorgio Almirante, con proteste in aula. Sul decreto Ucraina, il punto più acceso è stato un documento presentato dalla Lega: nella prima versione sembrava chiedere di fermare l'invio di armi, poi è stato ritirato e riscritto in forma più morbida. Diversi senatori delle opposizioni hanno parlato di una spaccatura dentro la maggioranza di centrodestra sulla politica estera.
A fine seduta alcuni senatori sono intervenuti su argomenti diversi. Roberto Menia (Fratelli d'Italia) ha ricordato i cento anni dall'annessione di Fiume all'Italia. Marco Croatti (Cinque Stelle) ha denunciato il razzismo negli stadi, citando gli insulti al portiere del Milan Maignan a Udine. Walter Verini (Partito Democratico) ha ricordato l'operaio e sindacalista Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio di quarantacinque anni prima. Erano inoltre depositate molte interrogazioni ai ministri, su temi come le liste d'attesa della sanità, il futuro dei licei economico-sociali e la possibile vendita dell'agenzia di stampa AGI.
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