Seduta n. 148 del Senato della Repubblica, 23/01/2024.
Argomenti: autonomia differenziata, competenze regionali, livelli essenziali prestazioni, disparità territoriali, federalismo.
Il Senato approva la legge sull'autonomia differenziata che consente alle Regioni di gestire autonomamente scuola, sanità e altri servizi. Il centrodestra vota a favore mentre le opposizioni contestano il rischio di aumentare le disparità tra Nord e Sud.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il Senato ha dedicato tutta la giornata a una sola legge molto importante: l'autonomia differenziata, cioè la possibilità per le singole Regioni di gestire da sole alcune materie oggi in mano allo Stato (per esempio scuola, sanità, trasporti o energia). La proposta è del ministro leghista Roberto Calderoli ed è sostenuta da tutto il centrodestra al governo (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i piccoli alleati centristi). Si tratta di una "legge cornice", cioè una legge che fissa le regole generali e le procedure con cui una Regione potrà poi chiedere e ottenere queste nuove competenze (DDL 615). Per entrare davvero in funzione, però, prima vanno definiti e finanziati i cosiddetti LEP (i livelli essenziali delle prestazioni), cioè il minimo di servizi pubblici che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini, ovunque vivano.
Il Senato ha approvato la legge sull'autonomia differenziata. Il testo passa ora alla Camera, perché diventi legge servono i sì di entrambe le aule. Il voto è stato palese e registrato elettronicamente, su richiesta del MoVimento 5 Stelle; il resoconto certifica l'approvazione, ma i numeri esatti di favorevoli e contrari sono riportati in un allegato e non nel testo della discussione. La maggioranza di centrodestra ha votato a favore, insieme al gruppo che rappresenta le minoranze linguistiche del Trentino-Alto Adige. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra-Verdi) hanno votato contro; Azione si è astenuta, anche se una sua senatrice ha votato a favore staccandosi dal proprio gruppo. Approvata questa legge, due proposte molto simili presentate in passato da senatori del Partito Democratico sono state automaticamente accantonate, perché ormai superate dal testo appena votato.
Il dibattito è stato acceso. Per la maggioranza la riforma premia le Regioni che amministrano bene e avvicina le decisioni ai cittadini, senza spaccare il Paese, anche grazie a circa novanta modifiche approvate in commissione (metà proposte dalle stesse opposizioni). Per le opposizioni, invece, la legge rischia di aumentare le differenze tra Nord e Sud e di indebolire scuola e sanità nazionali, soprattutto perché lo Stato non mette nuovi soldi per garantire ovunque gli stessi servizi. La Sinistra ha annunciato che proverà a far cancellare la legge con un referendum, cioè un voto popolare. Durante la votazione alcuni senatori hanno cantato l'inno di Mameli gridando "Viva l'Italia", e il presidente di turno ha dovuto chiedere più volte all'aula di non interrompere gli oratori e di togliere alcuni cartelli esposti durante la diretta televisiva.
A fine seduta, in via eccezionale, un senatore del Partito Democratico ha tenuto un breve discorso per ricordare Gigi Riva, il celebre calciatore del Cagliari e della nazionale italiana, scomparso il giorno prima. Ne ha ricordato l'infanzia povera, la scelta di legarsi per sempre alla Sardegna e i successi con la maglia azzurra. Nella documentazione della giornata sono inoltre stati formalmente annunciati molti altri atti (interrogazioni ai ministri su carceri, vaccini, posti di lavoro e fondi pubblici, oltre a nuovi disegni di legge), che però non sono stati discussi in aula in questa seduta.
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