Seduta n. 35 del Senato della Repubblica, 01/02/2023.
Argomenti: accordo Italia-Svizzera, lavoratori frontalieri, femminicidio, violenza sulle donne, carcere duro.
Il Senato ha approvato l'accordo fiscale Italia-Svizzera per i lavoratori transfrontalieri e ha istituito una commissione d'inchiesta sul femminicidio. Tensioni sulla gestione del caso del detenuto Cospito in regime di carcere duro.
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Il Senato ha affrontato tre questioni e, in serata, ha ascoltato un ministro su un fatto di cronaca. La prima questione riguardava un accordo fiscale tra Italia e Svizzera per i circa 70.000 lavoratori italiani che ogni giorno vanno a lavorare oltre confine, soprattutto dalla Lombardia e dal Piemonte (ratifica degli Accordi Italia-Svizzera, DDL 108 e 376). Lo scopo è evitare che questi lavoratori paghino le tasse due volte e garantire fondi ai Comuni di confine. La seconda questione era la nascita di una commissione d'inchiesta del Parlamento sul femminicidio e sulla violenza contro le donne (DDL 93-338-353-B). La terza era una piccola modifica alle regole interne del Senato per dare un posto in più, negli organi di vertice, anche ai gruppi più piccoli (Doc. II, n. 1).
L'accordo con la Svizzera è diventato legge: il Senato lo ha approvato con un solo voto contrario. I lavoratori già in attività non vedranno aumentare le tasse, e nasce un fondo che nel tempo arriverà a oltre 200 milioni di euro all'anno per le zone di confine. È stata istituita all'unanimità la commissione d'inchiesta sul femminicidio, che sarà formata da deputati e senatori insieme: indagherà sulle cause della violenza e su come migliorare la protezione delle donne. È stata approvata, sempre all'unanimità, anche la modifica al regolamento interno del Senato. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) e le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno votato insieme su tutti e tre i punti.
Sull'accordo con la Svizzera è scoppiata una piccola polemica su chi avesse il merito del risultato: la Lega lo attribuiva al lavoro della Regione Lombardia, il Partito Democratico al lavoro dei governi precedenti. Tutti, però, hanno poi votato a favore. La tensione vera è arrivata in serata, quando il ministro della giustizia Carlo Nordio è venuto a riferire sul caso di Alfredo Cospito, un detenuto anarchico in sciopero della fame contro il carcere duro (il regime detentivo più severo, riservato a mafiosi e terroristi per impedire loro di comunicare con l'esterno). Il governo ha ribadito che quel regime non sarà toccato. Lo scontro si è acceso su un fatto avvenuto il giorno prima alla Camera: un deputato di Fratelli d'Italia aveva letto in aula informazioni riservate su Cospito per attaccare alcuni parlamentari del Partito Democratico che lo avevano visitato in carcere. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni di un sottosegretario e una presa di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Durante l'ultimo intervento, parte dell'opposizione ha lasciato l'aula per protesta.
Molti senatori hanno chiesto al governo di riaprire in fretta un accordo con la Svizzera sul lavoro da casa (lo "smart working"): la vecchia intesa, nata durante la pandemia, era scaduta proprio quel giorno, con il rischio di far pagare più tasse a chi lavora da remoto. Nel dibattito sul femminicidio quasi tutti i gruppi hanno insistito sugli stessi punti: più educazione nelle scuole, più soldi stabili per i centri antiviolenza, più protezione e autonomia economica per le donne che denunciano. È stato ricordato che nel 2022 in Italia sono state uccise circa 120 donne, in gran parte da mariti, compagni o ex.
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