Seduta n. 109 del Senato della Repubblica, 04/10/2023.
Argomenti: decreto-legge fiducia, processo penale e civile, incendi boschivi, tempi esame parlamentare.
Il Senato ha convertito in legge il decreto-legge n. 105 con voto di fiducia al Governo. La discussione è stata dominata dalla protesta sui tempi ridottissimi di esame del testo: appena ventiquattro ore dalla Camera. Il decreto riguardava intercettazioni, processo penale, pene per incendi boschivi, recupero tossicodipendenze e questioni di personale pubblico.
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Il Senato ha esaminato un decreto del Governo che mette insieme molte materie diverse: nuove regole sulle intercettazioni e sul processo penale e civile, pene più alte per chi appicca incendi nei boschi, soldi per il recupero dalle tossicodipendenze (presi da una quota dell'8 per mille), norme sulla salute e sulla cultura e regole sul personale dei tribunali e della pubblica amministrazione (decreto-legge n. 105, DDL 897). Un decreto-legge è una legge urgente decisa subito dal Governo, che il Parlamento deve poi confermare entro due mesi. Quasi tutta la discussione, però, è ruotata attorno a una protesta sul metodo: il testo era arrivato dalla Camera meno di ventiquattro ore prima, lasciando ai senatori pochissimo tempo per leggerlo ed eventualmente modificarlo.
Il Senato ha convertito definitivamente in legge il decreto, dando la fiducia al Governo. Il voto è stato fatto chiamando i senatori uno per uno: 100 favorevoli, 71 contrari e 1 astenuto, su 172 presenti. La fiducia significa che, se l'aula avesse votato no, il Governo sarebbe caduto; per questo la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, più i centristi di Noi Moderati) ha votato compatta a favore. Tutte le opposizioni hanno votato contro: il Partito Democratico, il MoVimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva insieme, e la Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra). Con l'approvazione, tutte le proposte di modifica presentate decadono automaticamente.
La giornata è iniziata con un minuto di silenzio per la tragedia del pullman precipitato dal cavalcavia di Mestre la sera prima, con almeno ventuno morti, tra cui bambini, e molti feriti; nel pomeriggio senatori di tutti i gruppi hanno espresso cordoglio alle famiglie e ringraziato i soccorritori. Il momento politico più acceso è stato la protesta sui tempi ridottissimi di esame: a sollevarla per primo è stato un senatore della maggioranza, il presidente della commissione Affari costituzionali, dando ragione alle opposizioni sul fatto che il Parlamento non aveva potuto fare il proprio lavoro. Il MoVimento 5 Stelle ha abbandonato per protesta i lavori di commissione.
Un senatore del MoVimento 5 Stelle ha ricordato i due agenti di Polizia uccisi nella questura di Trieste il 4 ottobre 2019. Un senatore del Partito Democratico ha portato in aula la protesta degli studenti universitari fuori sede, accampati in tenda contro il caro affitti e la mancanza di alloggi, chiedendo più fondi per il diritto allo studio. Una senatrice del MoVimento 5 Stelle ha denunciato un gesto sgarbato del presidente di una commissione nei suoi confronti, e la presidenza ha annunciato accertamenti. La Conferenza dei capigruppo ha infine fissato il calendario dei lavori delle settimane successive, che includerà tra l'altro la commissione d'inchiesta sul Covid, quella sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e i documenti di finanza pubblica.
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