Seduta n. 117 della Camera dei Deputati, 09/06/2023.
Argomenti: siccità, dissalatori, riuso acque, commissario straordinario, dighe e invasi.
La Camera approva definitivamente il decreto Siccità per affrontare l'emergenza idrica con misure strutturali come dissalatori, riuso acque depurate e una cabina di regia alla Presidenza del Consiglio. Voto favorevole della maggioranza centrodestra, critica dell'opposizione sulla gestione d'emergenza.
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La giornata è stata dedicata quasi tutta a un solo provvedimento: il cosiddetto "decreto Siccità" (DL 39/2023, A.C. 1195). È una legge urgente del Governo per affrontare la mancanza d'acqua e per migliorare acquedotti, dighe e invasi. Il Senato lo aveva già approvato, e quel giorno toccava alla Camera dare il via libera definitivo. Il testo crea una struttura di coordinamento alla Presidenza del Consiglio (una "cabina di regia", cioè un gruppo che dirige e mette d'accordo i vari ministeri) e nomina un commissario con poteri speciali per sbloccare i lavori. Prevede anche il riuso delle acque depurate, i dissalatori (impianti che tolgono il sale all'acqua di mare per renderla utilizzabile) e pannelli solari galleggianti sugli invasi.
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto Siccità, che quindi è diventato legge. Hanno votato a favore 153 deputati, contro 73, mentre 10 si sono astenuti (cioè non hanno scelto né sì né no). A favore la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati). Contro le opposizioni di centrosinistra del Partito Democratico, dei Cinque Stelle e di Verdi e Sinistra. Azione e Italia Viva si sono invece astenute: dicono che alcune parti del decreto vanno bene, ma criticano l'abitudine del Governo di procedere sempre con decreti d'urgenza invece di programmare per tempo. Prima del voto finale i deputati hanno respinto quasi tutte le proposte di modifica delle opposizioni (gli "ordini del giorno", cioè impegni che si chiede al Governo di assumere): ne è passato solo uno.
A inizio seduta il deputato Piero Fassino (Partito Democratico) ha ricordato la morte dell'ex ministro Guido Bodrato, e l'aula si è alzata in piedi in segno di rispetto. Il dibattito è stato acceso: i Cinque Stelle hanno accusato il Governo di "negazionismo ambientale" e di non aver stanziato un solo euro per l'emergenza siccità, mentre Lega e Fratelli d'Italia hanno difeso il decreto come uno strumento concreto contro la burocrazia. Tornava spesso il legame tra la siccità e l'alluvione che aveva colpito l'Emilia-Romagna poche settimane prima, e le opposizioni hanno lamentato l'assenza in aula del ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.
A fine seduta due deputati hanno sollevato questioni locali e di attualità. Un deputato dei Cinque Stelle ha denunciato un progetto di sottopasso a Castellammare di Stabia, in Campania, che a suo dire isolerebbe per anni un quartiere di 20.000 abitanti per spendere 60 milioni di soldi pubblici. Un deputato di Verdi e Sinistra ha ricordato il caso di Giulia Tramontano e ha richiamato l'attenzione sul problema dei femminicidi, sottolineando che servirebbe soprattutto applicare bene le leggi che già esistono. La Camera ha inoltre nominato i componenti della commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro e sugli incidenti sul lavoro.
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