Senato, seduta n. 313 del 10 giugno 2025: morti sul lavoro, infortuni inail, patente a crediti edile

Seduta n. 313 del Senato della Repubblica, 10/06/2025.

Argomenti: morti sul lavoro, infortuni inail, patente a crediti edile, carceri sovraffollate, lampedusa.

Il Senato ha discusso la sicurezza sul lavoro con la ministra Calderone. Approvato il piano triennale del Governo contro gli infortuni e le morti sul lavoro, con l'opposizione che critica l'aumento dei decessi. Respinte tre proposte alternative che chiedevano misure più stringenti come il reato di omicidio sul lavoro.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 10 giugno 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il tema centrale della giornata è stato la sicurezza sul lavoro. La ministra del lavoro Marina Calderone è venuta in Aula a illustrare la relazione annuale del Governo sulle morti e gli infortuni sul lavoro nel 2024 e a presentare un piano triennale 2025-2027. Numeri di sfondo: secondo l'INAIL (l'istituto pubblico che assicura i lavoratori contro gli infortuni), nei primi tre mesi del 2025 ci sono state quasi 97.000 denunce di infortunio sul lavoro e 146 morti, con un aumento del 51% delle morti durante il tragitto casa-lavoro rispetto allo stesso periodo del 2024. La ministra ha rivendicato i provvedimenti del Governo Meloni: la "patente a crediti" per le imprese edili (un sistema di punti che premia chi rispetta le regole e penalizza chi le viola, a cui hanno aderito 450.000 imprese), 1.600 ispettori del lavoro assunti in più, 1,2 miliardi di euro stanziati tra incentivi alle aziende e nuove iniziative. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Alleanza Verdi-Sinistra, Azione) hanno risposto che si tratta di un "elenco autocelebrativo" e che le morti continuano ad aumentare. Nella prima parte della seduta c'è stato anche un duro scontro procedurale sulla "riforma Nordio" della giustizia (la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, una riforma costituzionale): le opposizioni hanno chiesto di rinviarla a settembre perché in Commissione non era stato ancora finito l'esame degli emendamenti, ma la maggioranza ha respinto la richiesta.

Cosa hanno deciso

L'Aula ha approvato la proposta della maggioranza di centrodestra (firmata dai senatori Zullo di Fratelli d'Italia, Murelli della Lega, Silvestro di Forza Italia e Guidi di Noi Moderati) che impegna il Governo a continuare sulla strada già intrapresa: rafforzare la formazione nelle scuole, intensificare i controlli, premiare le imprese virtuose, usare l'intelligenza artificiale per monitorare i rischi, prorogare la copertura assicurativa INAIL per studenti e personale scolastico (proposta di risoluzione 6-00161). Le tre proposte alternative delle opposizioni (firmate da Italia Viva-Azione, Movimento 5 Stelle con il PD e Verdi-Sinistra) sono state automaticamente respinte ("precluse"), perché contenevano impegni opposti o più vincolanti: divieto dei subappalti a cascata, triplicazione delle ispezioni entro fine legislatura, istituzione di una procura nazionale del lavoro, introduzione del reato di omicidio sul lavoro per gravi violazioni, regolarizzazione dei lavoratori in nero, condivisione obbligatoria delle banche dati fra INAIL, INPS e Ispettorato del Lavoro. Nessuna di queste misure diventa quindi vincolante per il Governo. La ministra ha annunciato un nuovo tavolo con sindacati e associazioni datoriali per il 13 giugno.

Momenti notevoli

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per due lavoratori morti nei giorni precedenti: Carmelo Magistro a Pachino (Siracusa) e Astrit Elezi a Castel Bolognese (Ravenna). Il dibattito è stato particolarmente teso: la senatrice Susanna Camusso (PD, ex segretaria della CGIL) ha detto che i numeri delle morti sul lavoro "sono quelli di una guerra" e ha attaccato il nuovo codice degli appalti voluto dal Governo, accusandolo di reintrodurre la catena dei subappalti. Il senatore Marco Lombardo di Azione ha definito "irrilevante" l'azione del ministero. La senatrice Elisa Pirro (Cinque Stelle) ha gridato per tre volte "vergogna" rivolta alla maggioranza per aver bocciato la proposta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Sul versante opposto, la senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d'Italia) si è lamentata dei banchi vuoti dell'opposizione durante l'intervento della ministra. Toccante l'intervento del senatore Antonio Guidi (Noi Moderati), 80 anni il 13 giugno, che ha dichiarato di essersi "innamorato" della relazione della ministra. In serata, in chiusura di seduta, il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha denunciato un episodio gravissimo: nel carcere di Genova, fra l'1 e il 2 giugno, un detenuto diciottenne è stato vittima per due giorni di violenza sessuale, torture e marchiature sul volto da parte di altri quattro detenuti adulti, senza che nessuno se ne accorgesse; le carceri italiane ospitano oltre 62.000 detenuti contro 48.000 posti disponibili.

Altri temi toccati durante la giornata

Si è parlato di Lampedusa: la senatrice Dolores Bevilacqua (Cinque Stelle) ha contestato un sopralluogo dei vertici di Fratelli d'Italia sull'isola, parlando di "passerella" e ricordando i barchini affondati ancora sulle spiagge, la mancanza di trasporti per chi deve curarsi sulla terraferma e le buche nelle strade (sei turisti caduti dal motorino il giorno prima); il capogruppo Lucio Malan (Fratelli d'Italia) ha replicato difendendo la nuova gestione del centro di accoglienza, passata alla Croce Rossa. Il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega) ha annunciato la pubblicazione delle regole per chiudere finalmente la lunga controversia delle "quote latte", che da decenni divide gli allevatori italiani con lo Stato: è stato istituito un organismo di conciliazione presso il Ministero dell'agricoltura. Sono stati infine annunciati nuovi disegni di legge presentati al Senato, fra cui una nuova riforma costituzionale (firmata da senatori di Forza Italia, prima firma Maurizio Gasparri) che vorrebbe alzare il numero di firme necessarie per chiedere un referendum, una settimana dopo i referendum dell'8-9 giugno appena conclusi.

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