Seduta n. 312 del Senato della Repubblica, 04/06/2025.
Argomenti: decreto sicurezza, reati e aggravanti, diritto di protesta, Servizi segreti, occupazioni abusive.
Il Senato ha approvato il decreto sicurezza con 109 voti a favore e 69 contrari. Il testo introduce nuovi reati, aggravanti per le proteste e amplifica i poteri delle Forze dell'ordine e dei Servizi segreti. Il Governo ha imposto la fiducia bloccando ogni modifica. L'opposizione ha protestato sedendosi a terra in segno di dissenso.
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Il Senato ha dedicato l'intera giornata a un solo argomento: il "decreto sicurezza" del Governo (DDL S.1509, conversione del decreto-legge 48 dell'11 aprile 2025). Si tratta di un pacchetto molto ampio, già approvato dalla Camera, che introduce 14 nuovi reati e 9 nuove aggravanti: pene più severe per chi occupa case altrui, per chi blocca strade e ferrovie durante le proteste, per chi resiste in carcere o nei centri per i migranti, e divieti per il commercio della cosiddetta "cannabis light". Contiene anche più tutele per le Forze dell'ordine e nuovi poteri per i Servizi segreti. Il Governo ha messo la fiducia, cioè ha imposto un voto secco senza permettere modifiche: o si approva il testo così com'è, o cade il Governo. Le opposizioni hanno protestato sedendosi a terra al centro dell'aula con le mani alzate, gridando "vergogna"; la maggioranza ha risposto con "pagliacci". La seduta è stata sospesa per circa mezz'ora per una riunione dei capigruppo.
Il Senato ha approvato il decreto: 109 voti a favore, 69 contrari, 1 astenuto. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e i gruppi alleati) ha votato compatta a favore. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Alleanza Verdi-Sinistra) hanno votato contro. Un senatore dei Cinque Stelle, Stefano Patuanelli, ha addirittura rifiutato di partecipare al voto in segno di protesta. Con l'approvazione, il decreto-legge diventa legge a tutti gli effetti, e tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni sono state automaticamente respinte (precluse, in gergo parlamentare).
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha aperto i lavori ricordando l'imprenditore Ernesto Pellegrini, ex presidente dell'Inter scomparso nei giorni precedenti. Il dibattito è stato durissimo: Matteo Renzi ha accusato il Governo di aver scritto un articolo che, secondo lui, permetterebbe ai Servizi segreti di guidare addirittura organizzazioni terroristiche senza essere puniti, e ha attaccato pesantemente l'autorità delegata ai Servizi Alfredo Mantovano per come gestisce le scorte di magistrati e politici. Il senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni è stato richiamato due volte dalla Presidenza per aver accostato l'opposizione alla criminalità organizzata, e ha dovuto chiedere scusa. Sul fronte opposto, la senatrice della Lega Nicoletta Spelgatti ha parlato per oltre un quarto d'ora tra continue proteste in aula, sostenendo che il Parlamento non funziona e invitando i cittadini a "spegnere la televisione e leggere libri". Una delegazione del Senato spagnolo era presente proprio durante questo passaggio acceso.
Dopo il voto, due senatori del Partito Democratico hanno preso la parola su questioni non iscritte all'ordine del giorno. Francesco Verducci ha commemorato don Franco Monterubbianesi, sacerdote fondatore nel 1966 della Comunità di Capodarco nelle Marche, una delle prime esperienze italiane di vita condivisa con persone disabili. Walter Verini ha rilanciato l'allarme della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi sulla situazione del Liceo scientifico "Galeazzo Alessi": studenti, genitori e insegnanti chiedono al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara di intervenire sulla gestione della preside, accusata di aver bloccato attività didattiche e una manifestazione di fine anno scolastico.
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