Senato, seduta n. 308 del 27 maggio 2025: autonomia regionale, Province, riforma amministrativa

Seduta n. 308 del Senato della Repubblica, 27/05/2025.

Argomenti: autonomia regionale, Province, riforma amministrativa, viabilità.

Il Senato ha approvato in prima lettura la modifica dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia con la reintroduzione delle Province, nonostante l'opposizione del centrosinistra. Nel dibattito è emersa tensione sulla riforma provinciale nazionale e è stato denunciato il taglio dei fondi per la manutenzione stradale.

Sintesi AI della seduta

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Senato, seduta del 27 maggio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha esaminato in unica seduta una proposta di modifica costituzionale dello Statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia (DDL costituzionale S. 1279). Si tratta del documento che fissa le regole speciali di autogoverno di quella Regione, e che oggi era già stato approvato una prima volta dalla Camera. Il punto centrale è la reintroduzione delle Province (chiamate "enti di area vasta"), che il Friuli-Venezia Giulia aveva abolito nel 2016 quando era presidente Debora Serracchiani del Partito Democratico, restando l'unica Regione italiana senza nessun livello provinciale. Il testo prevede anche di fissare a 49 il numero dei consiglieri regionali, indipendentemente dalla popolazione, e di lasciare alla Regione (e non più allo Statuto stesso) il compito di stabilire come e quando i cittadini possono confermare con un referendum le leggi sulla forma di governo regionale.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato in prima lettura il testo nella sua interezza, con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi Moderati). Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) hanno votato contro, mentre Italia Viva si è astenuta. All'inizio della seduta i senatori del PD e dei Cinque Stelle avevano presentato due richieste di non procedere all'esame, sostenendo che il provvedimento sarebbe in contrasto con sentenze della Corte costituzionale del 2018 e del 2021: entrambe le richieste sono state respinte. Tutti gli emendamenti delle opposizioni (oltre venti, presentati da senatrici e senatori dei Cinque Stelle, della Sinistra e del PD) sono stati bocciati. Trattandosi di una legge costituzionale, il provvedimento dovrà tornare alla Camera e di nuovo al Senato per una seconda lettura prima di diventare definitivo.

Momenti notevoli

Il dibattito ha messo in luce le tensioni dentro la maggioranza sulla riforma delle Province a livello nazionale, che secondo le opposizioni costerebbe circa un miliardo di euro e che è stata "insabbiata" dal partito più grande della maggioranza a danno della Lega. Il ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli (Lega) ha replicato sostenendo che, trattandosi qui di una legge costituzionale (e non di una legge regionale ordinaria come quella siciliana bocciata dalla Corte), la riforma è legittima. La senatrice Francesca Tubetti (Fratelli d'Italia) ha pronunciato un intervento molto polemico contro l'ex presidente Serracchiani, paragonandola al "re degli unni" Attila, e la presidente di seduta è dovuta intervenire per riportare la discussione sul piano della critica politica. La presidenza ha anche rivolto pubblici auguri di matrimonio alla senatrice Tatjana Rojc del PD, eletta in Friuli-Venezia Giulia in rappresentanza della minoranza slovena.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta il senatore Marco Croatti dei Cinque Stelle ha denunciato il taglio del 70 per cento dei fondi destinati alla manutenzione delle strade provinciali nel biennio 2025-2026, pari a 385 milioni di euro su 1,5 miliardi già stanziati. Croatti ha accusato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di sottrarre risorse alla messa in sicurezza delle strade per finanziare il Ponte sullo Stretto di Messina, citando l'esempio dell'Emilia-Romagna (dove l'80 per cento dei chilometri di strade è gestito dalle Province) e i ritardi nei ristori per l'alluvione del 2023. Tra gli atti annunciati ma non discussi figurano una mozione del PD sui diritti umani in Egitto, con riferimento ai casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki, e una mozione dei Cinque Stelle a tutela dei pensionati, contro il recupero da parte dell'INPS dei bonus del 2022.

Le leggi votate in questa seduta

Tutte le votazioni della seduta

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