Seduta n. 307 del Senato della Repubblica, 22/05/2025.
Argomenti: PNRR e fondi europei, auto elettriche e rottamazione, biometano, diritto del lavoro, saluti romani.
Il Senato approva le modifiche del PNRR con il via libera del centrodestra, spostando 597 milioni dagli incentivi alle colonnine elettriche agli aiuti per rottamazione auto, e 640 milioni dalla produzione di idrogeno al biometano. Nel pomeriggio question time su saluti romani, stipendi delle forze dell'ordine e sfruttamento lavorativo nei marchi della moda.
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Il tema della giornata sono stati i fondi europei del PNRR, il grande piano di investimenti finanziato a Bruxelles (dove ha sede l'Unione Europea) per aiutare l'Italia a rilanciarsi dopo la pandemia. Il ministro Tommaso Foti, che si occupa di questi soldi per il governo Meloni, è venuto in Senato per spiegare la quinta modifica del piano in poco più di due anni: nessun altro Paese ne ha chieste così tante. La modifica riguarda soprattutto la rata di pagamento in arrivo da Bruxelles, ma tocca anche le ferrovie ad alta velocità (Terzo Valico, Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania, Napoli-Bari), gli incentivi auto e gli impianti di biometano. In serata sono arrivate anche domande dei senatori a tre ministri (Interno, Agricoltura, Lavoro) su temi diversi, dai saluti romani alle truffe sul lavoro nei marchi della moda e della logistica. La seduta si è aperta con un ricordo del pugile Nino Benvenuti, scomparso poche ore prima.
Il Senato ha approvato la proposta del centrodestra (risoluzione n. 6, presentata da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che dà il via libera alle modifiche del piano e impegna il governo a non ridurre le ambizioni iniziali, in particolare la quota del 40 per cento delle risorse riservata al Sud. Tutte le proposte alternative delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra) e di Azione sono state automaticamente respinte: in linguaggio parlamentare si dice che sono state «precluse», cioè bocciate senza voto perché la prima approvata copre lo stesso argomento. Il governo ha così confermato lo spostamento di 597 milioni di euro: invece di costruire colonnine per ricaricare le auto elettriche, quei soldi diventeranno incentivi per chi rottama un'auto vecchia e ne compra una nuova a zero emissioni. Altri 640 milioni passeranno dalla produzione di idrogeno «verde» a quella di biometano (un gas ricavato da scarti agricoli e umido dei rifiuti). Le tratte ferroviarie più in difficoltà, come la Salerno-Reggio Calabria e parti della Palermo-Catania, verranno completate con soldi italiani anziché europei, perché non rispetterebbero la scadenza del 30 giugno 2026.
Lo scontro principale è stato sulla differenza fra i soldi che l'Italia incassa da Bruxelles (circa 140 miliardi su 191, una volta arrivata la prossima rata) e i soldi che davvero riesce a spendere sul territorio: solo 64 miliardi a fine 2024, secondo la Corte dei conti, l'organo dello Stato che controlla i conti pubblici. Le opposizioni hanno accusato il governo di essere bravo a riscuotere ma incapace di trasformare i fondi in opere reali, soprattutto su sanità (case e ospedali di comunità sono fermi al 14 e 11 per cento di spesa) e asili nido (l'obiettivo iniziale di 264 mila nuovi posti è stato dimezzato). La presidente del gruppo M5S Elisa Pirro ha denunciato il rischio che parte di quei soldi finisca in armi, smentito dal ministro Foti. Carlo Calenda ha attaccato dall'opposizione di centro: dice che il problema non è ideologico, ma è proprio che lo Stato italiano non riesce più a far succedere le cose. Curiosa la posizione di Claudio Borghi, senatore della Lega (cioè della maggioranza), che ha proposto di rinunciare alla parte di PNRR fatta di prestiti, per non doverla restituire con tasse europee future. Botta e risposta finale fra il ministro e il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, definito un «condomino moroso» per i toni dell'intervento.
Nel pomeriggio i senatori hanno fatto domande dirette a tre ministri (è il «question time», un confronto a botta e risposta in diretta tv). Al ministro dell'interno Matteo Piantedosi, Sinistra ha chiesto perché si identificano gli antifascisti che distribuiscono volantini ma non chi fa il saluto romano ai cortei (in particolare al raduno milanese in memoria del giovane Sergio Ramelli del 1975); il ministro ha risposto che la legge viene applicata come sempre. Forza Italia ha chiesto perché gli aumenti di stipendio promessi a poliziotti e finanzieri non sono ancora arrivati: il ministro ha minacciato di abbandonare la piattaforma informatica pubblica «NoiPA» se non risolve subito il ritardo. I 5 Stelle hanno contestato la mancata partecipazione di Piantedosi a una audizione del Parlamento europeo sul rispetto dello Stato di diritto in Italia. Al ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida, Matteo Renzi ha chiesto di abbassare le tasse agli agricoltori e sbloccare i contratti di filiera; Fratelli d'Italia e Lega hanno parlato invece di sostegno al vino italiano (record di esportazioni nel 2024) e di giovani agricoltori. Alla ministra del lavoro Marina Calderone, Susanna Camusso ha chiesto cosa fa il governo per fermare lo sfruttamento di lavoratori nelle catene di appalto di grandi marchi (è emerso in indagini contro Armani, Dior, Esselunga, DHL, Amazon e altri).
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