Seduta n. 343 del Senato della Repubblica, 18/09/2025.
Argomenti: Gaza e Palestina, Sicurezza negli ambienti di lavoro, Subappalti a cascata, Violenza di genere, Diritti umani in Iran.
Seduta dedicata a interrogazioni e question time su temi di attualità: conflitto a Gaza con novità sulla posizione italiana, sicurezza sul lavoro, occupazione nel Sud e situazioni locali critiche. Nessuna votazione.
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La seduta è stata interamente dedicata a domande dei senatori al Governo, prima nelle interrogazioni del mattino e poi nel cosiddetto question time del pomeriggio (sessione in diretta TV in cui i senatori fanno domande ai ministri e questi rispondono subito). I temi principali sono stati la guerra a Gaza, la sicurezza sul lavoro, l'occupazione nel Sud Italia e la crescita delle esportazioni italiane. Al mattino i senatori hanno chiesto chiarimenti su questioni più locali: l'uso di 43 milioni del Fondo per le vittime di mafia per pagare la sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, l'alluvione in Toscana del marzo 2025, il rischio sismico ai Campi Flegrei vicino a Napoli, gli incendi nel Foggiano e il sovraffollamento delle carceri minorili.
Niente di concreto: non ci sono state votazioni e nessuna legge è stata approvata oggi. La seduta è servita solo a fare domande e ottenere risposte dal Governo. Sono però stati ufficialmente annunciati alcuni passaggi importanti: la Camera ha rimandato al Senato il disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati (DDL S.1353-B), che ora dovrà essere riesaminato in vista di un probabile referendum confermativo. Sono inoltre state presentate tre nuove proposte: una sulla revisione delle aliquote IRPEF (la principale tassa sui redditi) ogni due anni per tutelare il potere d'acquisto (S.1568), una sulle figure sanitarie di supporto (S.1651) e una per estendere la pensione di reversibilità ai familiari dei testimoni di giustizia (S.1652).
Lo scontro più acceso ha visto contrapposti il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani e l'opposizione di Cinque Stelle, AVS e Partito Democratico sul tema Gaza. Tajani ha ammesso per la prima volta che la situazione a Gaza è "una carneficina" e ha annunciato che l'Italia voterà a favore della creazione dello Stato palestinese all'ONU, ma ha rifiutato di riconoscere subito lo Stato palestinese e di sostenere sanzioni economiche piene contro Israele. La senatrice Alessandra Maiorino (Cinque Stelle) lo ha accusato di "fare gli interessi di Israele" per i militari israeliani in licenza ospitati in resort italiani; Tajani ha replicato dicendo che non esiste alcun accordo formale e ha invitato la senatrice "a studiare il regolamento". Il senatore Peppe De Cristofaro ha mostrato in Aula una lettera con cui Israele lo ha dichiarato persona sgradita revocandogli il visto, dopo un suo viaggio in Palestina. Sul lavoro, Italia Viva ha ricordato che "ormai contiamo i morti al giorno" e ha chiesto di abolire i subappalti a cascata (la pratica di appaltare un lavoro a un'impresa che a sua volta lo subappalta ad altre, riducendo i controlli sulla sicurezza); il Governo ha promesso un nuovo decreto-legge.
La senatrice Susanna Camusso (Partito Democratico) ha ricordato il terzo anniversario dell'uccisione in Iran di Mahsa Amini, la giovane uccisa dalla "polizia morale" iraniana per non aver indossato correttamente il velo, e ha chiesto al Governo italiano di intervenire per impedire l'esecuzione di tre attiviste curde condannate a morte. La senatrice Sabrina Licheri (Cinque Stelle) ha tenuto un intervento sul genocidio a Gaza certificato dalle Nazioni Unite il 15 settembre 2025, ricordando il senatore Marco Croatti imbarcato sulla Global Sumud Flotilla, la spedizione civile diretta a Gaza per portare aiuti umanitari. La senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva) ha denunciato una sentenza del Tribunale di Torino in cui un caso di maltrattamenti familiari è stato derubricato a un reato meno grave con motivazioni che hanno colpevolizzato la donna vittima della violenza, chiedendo al ministro della Giustizia Carlo Nordio di verificare se la formazione dei magistrati sui reati di violenza di genere stia funzionando davvero.
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