Seduta n. 279 del Senato della Repubblica, 27/02/2025.
Argomenti: delegazione europea, politica estera, relazioni con Trump, diritto di veto, alluvioni e ricostruzione.
Il Senato ha approvato la legge di delegazione europea 2024 e un documento sulle priorità italiane in Europa. Il dibattito si è concentrato sulla posizione dell'Italia di fronte ai cambiamenti internazionali e alle mosse di Trump verso l'Europa e l'Ucraina, con le opposizioni critiche sulla politica estera del Governo.
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Il Senato ha approvato una legge che serve a recepire nel diritto italiano una serie di regole europee, cioè a tradurre in norme nazionali le direttive decise a Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea (la cosiddetta legge di delegazione europea 2024, DDL 1258). Insieme a questa legge si è discusso un documento del Governo che fissa le priorità italiane in Europa per il 2024. Buona parte della giornata, però, è scivolata su un tema più ampio: la posizione dell'Italia di fronte ai cambiamenti internazionali, in particolare le mosse del nuovo presidente americano Donald Trump verso l'Europa e l'Ucraina. Le opposizioni hanno accusato il Governo di non avere una linea chiara di politica estera; la maggioranza ha replicato che quella legge riguardava tutt'altro e che la politica estera andava discussa in un'altra occasione.
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge sulle regole europee (DDL 1258). Ha poi approvato il documento di indirizzo proposto dalla maggioranza di centrodestra (la risoluzione n. 4), un testo molto breve che le opposizioni hanno giudicato troppo scarno. Italia Viva aveva presentato undici modifiche per arricchirlo, chiedendo tra l'altro un'Europa più unita, il superamento del diritto di veto fra gli Stati e più sostegno all'Ucraina: sono state tutte respinte dalla maggioranza. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ha votato a favore. Le opposizioni di centrosinistra si sono divise: Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Azione si sono in larga parte astenuti sulla legge, mentre i Cinque Stelle hanno votato contro il documento di indirizzo.
Il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha tenuto interventi accesi, accusando la presidente del Consiglio e il ministro degli esteri di essere assenti mentre il mondo cambia in fretta. In alcuni momenti la presidente di turno ha dovuto richiamare l'aula al silenzio e ha minacciato di far uscire i senatori troppo rumorosi. Il capogruppo di Italia Viva Enrico Borghi ha chiuso il dibattito citando un discorso di settant'anni fa dell'ex presidente Luigi Einaudi sull'unità europea. È emerso anche un punto pratico contestato: un documento di indirizzo della Lega che, secondo l'opposizione, faciliterebbe la ripresa di alcune esportazioni verso la Russia; la Lega ha replicato che si tratta solo di snellire le pratiche burocratiche, non di favorire quel commercio.
Nel pomeriggio i ministri hanno risposto a domande dei senatori su problemi concreti del Paese. Si è parlato dei soldi per ricostruire i territori colpiti dalle alluvioni in Toscana e in Emilia-Romagna e dagli incendi in Sicilia, con le opposizioni che chiedono fondi più rapidi. Si è discusso della dispersione scolastica, cioè dei ragazzi che lasciano la scuola troppo presto, soprattutto al Sud, e del fondo contro la povertà educativa dei minori, che è stato rifinanziato dopo un emendamento trasversale. Altri temi: la grave carenza di giudici di pace a Vicenza e Torino, che allunga i tempi della giustizia civile; i rimborsi agli agricoltori danneggiati dal maltempo; e i ritardi nelle assunzioni degli archivisti del Ministero della cultura. Nell'ora delle domande in diretta tv, il ministro degli esteri Antonio Tajani ha risposto su Georgia, Gaza e sui rapporti con gli Stati Uniti di Trump.
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