Seduta n. 280 del Senato della Repubblica, 04/03/2025.
Argomenti: ILVA Taranto, acciaieria, posti di lavoro, bonifica ambientale.
Il Senato ha discusso il decreto legge sull'ex ILVA di Taranto, che prevede di stanziare fino a 400 milioni di euro per mantenere in funzione l'acciaieria durante la gara per la sua vendita. La maggioranza sostiene la misura per salvaguardare i posti di lavoro, mentre le opposizioni contestano l'uso di fondi ambientali e la mancanza di un piano industriale definito.
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Il Senato ha discusso il futuro dell'ex ILVA, la grande acciaieria di Taranto, la più grande d'Europa (una legge del Governo che trasforma in legge definitiva un decreto già in vigore, DDL S.1359). La misura permette di girare fino a 400 milioni di euro alla società che gestisce gli impianti, per pagare stipendi, fornitori e tenere in vita la produzione mentre è in corso la gara per vendere lo stabilimento a un nuovo proprietario. Questi soldi vengono da un fondo nato dai beni sequestrati alla vecchia proprietà (la famiglia Riva) e in origine destinato a bonificare l'ambiente. Lo stesso provvedimento aggiorna anche le regole sui controlli sanitari, dopo una sentenza europea che impone di valutare meglio i danni alla salute prima di autorizzare l'attività dell'impianto.
Per ora nulla di definitivo. La seduta è servita solo a discutere il provvedimento: il voto vero e proprio è stato rinviato a un'altra giornata. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) difende la legge come un modo per salvare migliaia di posti di lavoro e mantenere in mani italiane un impianto strategico. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Sinistra e i gruppi autonomisti) hanno annunciato voto contrario: contestano che i soldi pensati per ripulire l'ambiente vengano usati solo per far andare avanti la produzione, e lamentano che manca ancora un vero piano industriale per il futuro dell'acciaieria. Tutti, però, riconoscono il nodo di fondo: a Taranto si tratta di tenere insieme lavoro e salute, dato che l'impianto ha dato occupazione a circa 20.000 persone ma ha anche causato gravi danni ambientali e sanitari.
All'inizio della seduta il Senato ha ricordato Nicola Calipari, l'agente dei servizi segreti ucciso a Baghdad vent'anni fa mentre riportava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena: un minuto di silenzio e parole di omaggio da tutti i gruppi. I Cinque Stelle, con il loro capogruppo, hanno chiesto con forza che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni venisse subito in aula a spiegare la posizione dell'Italia sulla guerra in Ucraina e sui nuovi dazi americani, denunciando anche tensioni dentro la maggioranza tra il ministro degli Esteri e quello delle Infrastrutture. La Presidenza ha rimandato il confronto a una data successiva (il 18 marzo).
Nella parte finale, dedicata a interventi liberi, un senatore del Partito Democratico ha ricordato il collega Bruno Astorre, scomparso due anni prima. Una senatrice dei Cinque Stelle, medico, ha denunciato il divario nella sanità tra Nord e Sud: molti pazienti meridionali sono costretti a curarsi al Nord, e chi non può permetterselo rinuncia alle cure. Una senatrice di Fratelli d'Italia ha commemorato Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia, ricordandone l'impegno per la tutela della natura. Tra gli atti annunciati in giornata c'è anche una nuova proposta di legge sul fine vita, cioè la cosiddetta morte medicalmente assistita (DDL S.1408).
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