Camera, seduta n. 497 del 23 giugno 2025: conflitto Medio Oriente, attacco Iran, spesa militare NATO

Seduta n. 497 della Camera dei Deputati, 23/06/2025.

Argomenti: conflitto Medio Oriente, attacco Iran, spesa militare NATO, crisi auto Stellantis.

La Camera discute la posizione del Governo prima del Consiglio europeo, focalizzandosi su conflitti in Medio Oriente, risposta iraniana agli attacchi americani, guerra in Ucraina, nuovo target NATO sulla spesa militare e crisi del settore auto. Approvato solo il documento della maggioranza di centrodestra.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Camera - seduta del 23 giugno 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è ruotata quasi tutta intorno a un discorso della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, venuta in Aula a illustrare la posizione del Governo prima del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno (Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea). Il tema più caldo era la guerra in Medio Oriente: la notte prima gli Stati Uniti, su impulso del Primo Ministro israeliano Netanyahu, avevano bombardato tre siti nucleari iraniani, e mentre il Parlamento dibatteva l'Iran rispondeva colpendo una base americana in Qatar. Si è parlato anche di Gaza, della guerra in Ucraina, del nuovo impegno chiesto dalla NATO di portare le spese militari fino al 5% del PIL (PIL = quello che il Paese produce in un anno) entro dieci anni, dei dazi annunciati da Trump contro l'Europa, della crisi del settore auto e del futuro dell'Unione Europea. In mattinata l'Aula aveva avviato anche, in modo più tranquillo, la discussione di una nuova legge sull'intelligenza artificiale (DDL 2316) e di una proposta del Movimento 5 Stelle sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale (PdL 1298).

Cosa hanno deciso

Alla fine la Camera ha approvato solo il documento di indirizzo della maggioranza di centrodestra, che chiede a Meloni di sostenere in Europa la linea già nota del Governo: cessate il fuoco a Gaza, no all'arma nucleare iraniana, sostegno all'Ucraina, accettazione del nuovo target NATO di spesa militare (risoluzione 6-00189). Sono stati invece bocciati tutti i documenti delle opposizioni di centrosinistra (Movimento 5 Stelle, Verdi e Sinistra, Partito Democratico, Italia Viva), che chiedevano di condannare esplicitamente Stati Uniti e Israele per l'attacco all'Iran, di non concedere le basi militari italiane a un'eventuale guerra, di riconoscere lo Stato di Palestina e di non spendere altri 87 miliardi all'anno in armi. Del documento di Azione, che ha tenuto una posizione intermedia (risoluzione 6-00194), il Governo ha fatto approvare alcuni punti ritoccati e bocciare gli altri. Le 22 votazioni elettroniche si sono concentrate tutte nella tarda serata.

Momenti notevoli

L'opposizione ha fatto notare con insistenza che Meloni non aveva mai pronunciato i nomi di Donald Trump e di Benjamin Netanyahu nel suo discorso, segno (secondo loro) di una scelta politica precisa di non scaricare le responsabilità sui suoi alleati. Lei ha replicato dicendo che non aveva problemi a pronunciarli, ma che preferiva concentrarsi sui contenuti. Lo scontro più duro è stato con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha accusato Meloni di confondere la politica estera con l'amicizia con i suoi alleati di destra e le ha rinfacciato il suo passaggio quando era lui premier al G7: "io ho guardato Trump negli occhi e ho detto no al 2%". Anche Elly Schlein (PD) ha attaccato sul piano economico: portare la spesa militare al 5% costerebbe 87 miliardi in più all'anno e 445 in dieci anni, e per lei sarebbe "la fine dello Stato sociale italiano". Maria Elena Boschi (Italia Viva) ha tirato in ballo gli scandali del software-spia israeliano Paragon usato per intercettare giornalisti italiani. Mentre il dibattito proseguiva, sono arrivate le notizie dei missili iraniani sul Qatar, citate in diretta in Aula. Più tardi, durante l'intervento di un deputato di Forza Italia, ci sono stati anche dieci minuti di tensione sui tempi: il presidente Lorenzo Fontana ha dovuto richiamare all'ordine il deputato Giachetti che protestava per gli sforamenti permessi alla maggioranza in diretta televisiva.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta, un deputato di Fratelli d'Italia ha denunciato il caso di una rappresentante degli studenti dell'Università di Trento fotografata con una maglietta che evocava il rapimento di Aldo Moro e la sigla delle Brigate rosse. Una deputata del Movimento 5 Stelle ha ringraziato due finanzieri di San Severo che avevano fermato una sparatoria, chiedendo che i miliardi destinati alle armi vadano invece a poliziotti e carabinieri. Una deputata di Azione ha celebrato la liberazione in Bielorussia di 14 prigionieri politici, fra cui il principale oppositore del dittatore Lukashenko. Un deputato di Verdi e Sinistra ha contestato la sponsorizzazione della festa patronale di Torino da parte di Stellantis e John Elkann, accompagnata dall'annuncio di altre 610 uscite anticipate alla Mirafiori, in una città dove nel 2024 sono state prodotte appena 25 mila auto, il dato peggiore degli ultimi vent'anni.

Tutte le votazioni della seduta

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