Seduta n. 94 della Camera dei Deputati, 28/04/2023.
Argomenti: DEF 2023, cuneo fiscale, deficit di bilancio, sicurezza sul lavoro, orsa Trentino.
La Camera approva il DEF 2023 e l'autorizzazione al deficit, con misure da 3,4 miliardi per il 2023 destinate al taglio delle tasse sul lavoro e al sostegno alle famiglie. Clima teso dopo il voto fallito il giorno prima e tensioni sulla parità di genere nelle nomine.
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La Camera ha esaminato il principale documento con cui il Governo fissa le scelte economiche dell'anno, il DEF (Documento di economia e finanza 2023). Il giorno prima era successo un fatto raro: la maggioranza di centrodestra non aveva avuto in aula abbastanza deputati presenti per approvare la parte che autorizzava lo Stato a indebitarsi un po' di più (lo "scostamento di bilancio", cioè il permesso di spendere oltre i limiti che le regole europee normalmente consentono). Per questo si è dovuto rivotare. La discussione ha riguardato soprattutto il taglio delle tasse sul lavoro (il "cuneo fiscale"), il sostegno alle famiglie con figli, la sanità pubblica e i fondi europei del PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea).
La Camera ha approvato il DEF e l'autorizzazione a spendere di più, recuperando il voto fallito il giorno prima. Sono stati confermati circa 3,4 miliardi di euro per il 2023 e 4,5 miliardi per il 2024, destinati ad alleggerire le tasse sui lavoratori e ad aiutare le famiglie con figli. Sono passate le due proposte del centrodestra (le risoluzioni n. 6-00032 e n. 6-00030, firmate da Foti, Molinari, Barelli e Lupi), entrambe con 221 voti a favore. L'approvazione di queste due proposte ha fatto cadere automaticamente le proposte alternative delle opposizioni (n. 6-00027, n. 6-00028 e n. 6-00029). Nel pomeriggio i deputati hanno anche eletto, con voto segreto, sei nuovi componenti dei consigli che guidano la giustizia amministrativa, la Corte dei conti e la giustizia tributaria (gli organi che si occupano dei conti pubblici e delle controversie con le tasse e con la pubblica amministrazione).
Il clima in aula è stato molto teso. Quasi tutti gli oratori, sia di maggioranza sia di opposizione, hanno parlato dell'errore del giorno prima: diversi esponenti del centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) hanno chiesto scusa agli italiani e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando di un "incidente di percorso". Le opposizioni (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno accusato il Governo di essere impreparato. Durante l'intervento del deputato di Fratelli d'Italia Tommaso Foti la tensione è salita al punto che i deputati del Partito Democratico hanno lasciato l'aula e la seduta è stata sospesa. Il Partito Democratico ha poi deciso di non partecipare al voto per i nuovi consigli, contestando il poco spazio dato alle opposizioni e il mancato rispetto della parità tra uomini e donne nelle nomine.
A fine seduta, una deputata dei Cinque Stelle ha ricordato la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro e il numero alto di morti sul lavoro, chiedendo di insegnare la cultura della sicurezza nelle scuole. Un deputato di Sinistra ha chiesto che il Ministro dell'Ambiente intervenga sul caso di un'orsa in Trentino, di cui la Provincia di Trento aveva chiesto l'abbattimento dopo un'aggressione mortale a una persona, mentre il tribunale amministrativo aveva sospeso la decisione. Sono inoltre tornati molti dei temi di attualità di quei giorni: i ritardi sui fondi del PNRR, la mancata adesione dell'Italia al MES (un fondo europeo di salvataggio per i Paesi in difficoltà), le concessioni delle spiagge e la riforma del reddito di cittadinanza.
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