Seduta n. 531 della Camera dei Deputati, 18/09/2025.
Argomenti: separazione carriere magistrati, riforma costituzionale, Medio Oriente, sicurezza atlantica, autonomia regionale.
La Camera approva in seconda lettura la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati con seduta fiume. Forti tensioni tra maggioranza e opposizioni, che chiedono interventi su Gaza e altre questioni urgenti.
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La Camera ha dedicato quasi tutta la seduta a una grande riforma della Costituzione voluta dal Governo Meloni: la separazione delle carriere dei magistrati (DDL costituzionale 1917-B). In pratica, oggi un magistrato può fare sia il giudice (chi decide nei processi) sia il pubblico ministero (chi accusa nei processi); con questa riforma le due strade diventano separate dall'inizio della carriera, e nascono due distinti organi di autogoverno al posto dell'attuale Consiglio superiore della magistratura. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) la presenta come una riforma «storica» per garantire un giudice davvero imparziale; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Verdi e Sinistra) la vedono come un attacco all'indipendenza della magistratura. Italia Viva e Azione, pur critiche sul metodo, hanno annunciato voto favorevole nel merito.
La Camera ha approvato definitivamente la riforma in seconda lettura. Il voto è passato grazie alla maggioranza assoluta dei deputati richiesta per cambiare la Costituzione. Trattandosi della terza approvazione su quattro previste (Camera, Senato, di nuovo Camera, di nuovo Senato), il testo dovrà ora tornare al Senato per il via libera definitivo, e quasi certamente i cittadini saranno chiamati a confermare o respingere la riforma con un referendum, perché la maggioranza non dispone dei due terzi necessari a evitarlo. Per arrivare al voto in poche ore, la maggioranza ha imposto una «seduta fiume» (un'unica seduta che dura ininterrottamente, di solito riservata ai casi urgenti), approvata con 88 voti di scarto e fortemente contestata dalle opposizioni: queste hanno accusato il centrodestra di aver scelto di chiudere in fretta solo per poter andare in campagna elettorale ad Ancona, dove il fine settimana si sarebbe tenuto il comizio di chiusura per le regionali nelle Marche.
Subito dopo il voto finale è esplosa una bagarre. I banchi della maggioranza e alcuni Sottosegretari hanno applaudito in piedi; le opposizioni hanno gridato «Vergogna!» e diversi deputati di Pd, Cinque Stelle e Verdi e Sinistra sono scesi al centro dell'aula avvicinandosi ai banchi del Governo. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si è alzato per smentire di aver applaudito, ma il Presidente è stato costretto a sospendere la seduta per due minuti. Per tutta la durata dei lavori, le opposizioni hanno chiesto a gran voce che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venisse in aula a riferire sull'offensiva israeliana a Gaza, parlando di «genocidio» dopo il rapporto della Commissione d'inchiesta dell'ONU. Hanno chiesto sanzioni a Israele, il riconoscimento dello Stato di Palestina e protezione per la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. La richiesta è stata reiterata anche dopo il voto, ma il Governo non ha dato una data per le comunicazioni. Durante la notte tra mercoledì e giovedì, in un'aula quasi vuota, decine di deputati Pd hanno parlato a turno fino all'alba, con interventi della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e dei capigruppo, denunciando il ricorso alla seduta fiume come uno «strappo» senza precedenti per una riforma della Costituzione.
Mercoledì pomeriggio si è svolto il consueto «question time» (sessione di domande dei deputati ai ministri con risposta immediata in aula): tra i temi sollevati, il dissesto idrogeologico in Toscana (interrogazione 3-02178), il lavoro da casa per i dipendenti pubblici fragili (3-02180), la riforma dell'indicatore ISEE per le famiglie con figli (3-02184), la lotta alla violenza contro le donne sui social network (3-02185) e una richiesta di chiarimenti al Ministro Roberto Calderoli (autonomia regionale) per aver detto in un comizio di rimpiangere la mancata indipendenza della «Padania» del 1996 (3-02179). Martedì mattina, prima della riforma, si era inoltre discussa la chiusura di una sede INPS in provincia di Padova (3-02174) e i problemi delle graduatorie per gli insegnanti di inglese in Emilia-Romagna (3-02175). Le opposizioni hanno anche chiesto, senza successo, un'informativa urgente del Ministro della Difesa Guido Crosetto sull'ingresso di diciannove droni russi in territorio polacco e quindi europeo, episodio considerato grave dal punto di vista della sicurezza dell'Alleanza Atlantica.
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