Seduta n. 423 della Camera dei Deputati, 06/02/2025.
Argomenti: decreto cultura, cinema italiano, patrimonio artistico, tax credit, software-spia Paragon.
La Camera ha approvato il decreto Cultura con le misure per librerie, cinema, patrimonio artistico e il Piano Olivetti. Le opposizioni hanno contestato l'assenza di nuove risorse e la crisi del cinema italiano colpita dai tagli agli incentivi fiscali.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata al "decreto Cultura", un provvedimento del Governo con varie misure per il settore culturale: librerie ed editoria, biblioteche, cinema, tutela del paesaggio e del patrimonio artistico, e un nuovo "Piano Olivetti per la cultura" (una serie di iniziative del Ministero della Cultura intitolate all'imprenditore Adriano Olivetti). Il testo era una conversione in legge, cioè la trasformazione in legge definitiva di un decreto già in vigore dalla fine del 2024 (decreto-legge 201/2024, atto della Camera 2183). Il Governo aveva blindato il testo con un voto di fiducia, quindi i deputati non potevano più modificarlo nei contenuti. Restava solo da votare gli ordini del giorno, cioè impegni che la Camera chiede al Governo di seguire ma che non sono vincolanti.
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto Cultura, con 149 voti a favore, 98 contrari e nessun astenuto. Hanno votato a favore i partiti di maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati); hanno votato contro le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione). Tutti gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni sono stati respinti perché il Governo ha dato parere contrario: tra le richieste bocciate, destinare almeno il 40 per cento delle risorse al Sud, prorogare il contratto di 350 lavoratori precari del Ministero, proteggere il ruolo delle Soprintendenze (gli uffici che tutelano paesaggio e beni culturali) e rivedere gli incentivi fiscali al cinema. Poche richieste sono state accolte solo in versione "annacquata", trasformate in un generico "valutare l'opportunità di".
Le opposizioni hanno criticato duramente il decreto, dicendo che è pieno di buone intenzioni ma senza soldi nuovi per realizzarle. Il tema più acceso è stato la crisi del cinema italiano: deputati di Verdi e Sinistra, del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno denunciato che le nuove regole sugli incentivi fiscali (il cosiddetto tax credit, uno sconto sulle tasse per chi produce film) hanno bloccato gran parte delle produzioni e lasciato senza lavoro migliaia di addetti. La Camera ha poi ricordato l'ex deputato Aldo Tortorella, storica figura della sinistra e partigiano, da poco scomparso.
In apertura, tre gruppi di opposizione hanno chiesto al Governo di venire in Aula a spiegare il caso di un software-spia di livello militare (chiamato Paragon) usato contro alcuni cittadini italiani, tra cui dei giornalisti: si vuole sapere chi lo abbia usato e perché. Dopo il voto, altri deputati hanno chiesto chiarimenti al ministro della Sanità dopo che il consiglio regionale della Lombardia aveva aperto all'ipotesi di un'uscita dell'Italia dall'Organizzazione mondiale della sanità (l'OMS, l'agenzia delle Nazioni Unite che coordina la salute a livello mondiale). A fine seduta si è parlato anche della crisi industriale di Brindisi, dei problemi della sanità in Abruzzo, delle occupazioni nelle scuole e del Giorno del ricordo dedicato alle vittime delle foibe.
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