Camera, seduta n. 209 del 5 dicembre 2023: salario minimo, referendum, firma digitale

Seduta n. 209 della Camera dei Deputati, 05/12/2023.

Argomenti: salario minimo, referendum, firma digitale, contratti sindacali.

La Camera ha approvato una legge tecnica su referendum e piattaforma digitale. Nel pomeriggio la maggioranza di centrodestra ha trasformato in delega la proposta di salario minimo delle opposizioni, eliminando la soglia di 9 euro l'ora. La seduta è stata tesa con accuse di "pirateria parlamentare".

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Camera - seduta del 5 dicembre 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata ha avuto due grandi temi. Al mattino i deputati hanno fatto domande precise al Governo su alcune questioni locali: le case in affitto agevolato per poliziotti e dipendenti dello Stato (interrogazione 3-00838), le barriere di protezione per i motociclisti lungo le strade (interrogazione 3-00836), una strada chiusa per una frana in Abruzzo (interrogazione 3-00837) e la torre Garisenda di Bologna a rischio crollo (interrogazione 3-00839). Al pomeriggio si è discusso il tema più importante: la proposta delle opposizioni per introdurre un salario minimo (una paga oraria minima fissata per legge, proposta PdL 1275). C'era anche una legge tecnica sui referendum (proposta DDL 1491).

Cosa hanno deciso

È diventata legge la conversione di un decreto che rafforza gli uffici della Corte di cassazione e prepara una piattaforma digitale gratuita per raccogliere online le firme dei referendum (proposta DDL 1491). Lo hanno votato a favore quasi tutti i gruppi; i Cinque Stelle si sono astenuti. Sul salario minimo, invece, la maggioranza di centrodestra ha cambiato in profondità la proposta delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione, Più Europa e Sinistra). Ha tolto la soglia minima di 9 euro l'ora e l'ha trasformata in una delega, cioè un mandato a scrivere le regole entro sei mesi dato al Governo. La richiesta delle opposizioni di rimettere i 9 euro è stata respinta (111 voti a favore, 149 contrari). Il salario minimo per legge, quindi, oggi non si fa.

Momenti notevoli

La seduta è stata molto tesa. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di "pirateria parlamentare", cioè di aver svuotato una loro proposta per impedire un voto chiaro sul salario minimo. Per protesta, i leader Giuseppe Conte (Cinque Stelle), Elly Schlein (Partito Democratico), Nicola Fratoianni (Sinistra), Matteo Richetti (Azione) e altri hanno ritirato la firma dalla legge; Conte ha strappato un foglio in aula. La maggioranza, con Maurizio Lupi e Tommaso Foti, ha risposto che il regolamento permette di modificare le proposte e che il loro modo per aiutare i salari è rafforzare i contratti firmati dai sindacati, non fissare un minimo per legge. Le opposizioni hanno anche chiesto le dimissioni del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove per alcune sue frasi sulla magistratura.

Altri temi toccati durante la giornata

In serata un deputato della Sinistra, Marco Grimaldi, ha chiesto al ministro dell'Interno una comunicazione immediata in aula (cioè una spiegazione urgente su un fatto appena accaduto) sulle cariche della polizia contro studenti e docenti all'università di Torino. Più volte è stato citato un rapporto SVIMEZ uscito quella mattina: al Sud un lavoratore su quattro è povero, in Campania più di uno su tre. È stata salutata anche la visita del Presidente del Senato del Cile alla Camera. La seduta si è chiusa a notte fonda, alle 22,45.

Le leggi votate in questa seduta

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