Camera, seduta n. 210 del 6 dicembre 2023: salario minimo, contrattazione collettiva, made in Italy

Seduta n. 210 della Camera dei Deputati, 06/12/2023.

Argomenti: salario minimo, contrattazione collettiva, made in Italy, migranti Albania, Medio Oriente.

La Camera ha approvato una revisione della proposta sul salario minimo rinunciando alla soglia di 9 euro e delegando il Governo a rafforzare la contrattazione. Nel pomeriggio è proseguito il dibattito sul made in Italy con il voto rinviato al giorno dopo. Discussioni anche su sicurezza, migranti e la crisi in Medio Oriente.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 6 dicembre 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata ha avuto due grandi protagonisti. Il primo è il salario minimo, cioè una paga oraria minima fissata per legge sotto la quale nessun lavoratore potrebbe scendere. La proposta era nata dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e Italia Viva) e fissava la soglia a 9 euro l'ora (proposta di legge 1275). La maggioranza di centrodestra l'ha però svuotata e sostituita con un testo che non parla più di salario minimo, ma incarica il Governo di intervenire entro sei mesi rafforzando la contrattazione tra sindacati e imprese. Il secondo tema è il disegno di legge sul made in Italy (DDL 1341), un pacchetto di norme per promuovere e tutelare i prodotti e le eccellenze italiane.

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato in via definitiva la proposta sul salario minimo, ma nella versione riscritta dalla maggioranza: in pratica il salario minimo a 9 euro non è stato introdotto, e al suo posto è stata data una delega al Governo. Hanno votato a favore i partiti di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati); le opposizioni erano contrarie. Sul made in Italy, invece, i deputati hanno passato in rassegna e votato decine e decine di articoli, modifiche e ordini del giorno (cioè impegni indirizzati al Governo), ma il voto finale è stato rinviato al giorno dopo, giovedì 7 dicembre. Quindi quel provvedimento non è ancora diventato legge in questa giornata.

Momenti notevoli

Il momento più acceso è arrivato dopo gli interventi sul salario minimo: i deputati delle opposizioni hanno esposto cartelli con scritte come "Non in nostro nome" e "Sfruttamento legalizzato", hanno gridato "Vergogna" e hanno occupato i banchi del Governo, costringendo il vicepresidente Fabio Rampelli a sospendere brevemente la seduta. La segretaria del PD Elly Schlein ha accusato il Governo di colpire i poveri; per la maggioranza, il deputato Walter Rizzetto (Fratelli d'Italia) ha replicato che in sei mesi faranno quello che le opposizioni non hanno fatto in dodici anni. Sul made in Italy si è acceso anche un battibecco sull'uso della parola inglese "made in Italy" in una legge che dovrebbe valorizzare l'italiano.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel pomeriggio si è svolto il question time, cioè le domande dei deputati ai ministri con risposta immediata in diretta. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha risposto su rischio terrorismo, sui costi dell'accordo Italia-Albania per gestire i migranti (contestati dal Movimento 5 Stelle) e sulle occupazioni abusive a Napoli. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha tenuto una comunicazione urgente all'aula (una relazione immediata su un fatto rilevante) sulla crisi in Medio Oriente e sull'invio di mezzi italiani per scopi umanitari a Gaza. Lo stesso ministro ha poi risposto sul caso del generale Roberto Vannacci, spiegando che è stato "avvicendato e non rimosso" e che è in corso un'inchiesta interna. La Lega ha espresso solidarietà al generale.

Le leggi votate in questa seduta

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