Camera, seduta n. 344 del 11 settembre 2024: decreto Sicurezza, ius scholae, occupazione case

Seduta n. 344 della Camera dei Deputati, 11/09/2024.

Argomenti: decreto Sicurezza, ius scholae, occupazione case, carceri donne incinte, Stellantis.

La Camera ha esaminato il decreto Sicurezza articolo per articolo, approvando le proposte della maggioranza e respingendo tutte quelle delle opposizioni su temi come lo ius scholae, l'occupazione abusiva di case e le aggravanti per reati vicino alle stazioni. Nel pomeriggio question time su siccità al Sud, crisi Venezuela, Stellantis e altri temi.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 11 settembre 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è stata quasi tutta dedicata al cosiddetto "decreto Sicurezza", una grande proposta di legge del Governo che introduce nuovi reati, aumenta diverse pene e cambia le regole su occupazioni di case, sicurezza nelle città e ordinamento delle carceri (DDL 1660). I deputati lo hanno esaminato pezzo per pezzo, articolo dopo articolo, votando centinaia di modifiche. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha difeso il testo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione) lo hanno attaccato, definendolo "propaganda" senza soldi veri per la sicurezza.

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato gli articoli dal numero 2 al numero 11 del decreto, respingendo tutte le proposte di modifica delle opposizioni. Tra i temi più discussi: lo ius scholae, cioè la possibilità di dare la cittadinanza italiana ai ragazzi stranieri che hanno fatto un ciclo di studi in Italia. Tutte le proposte su questo punto sono state bocciate, anche con i voti di Forza Italia, che pure quest'estate aveva detto di volerne discutere. Approvato anche il nuovo reato di occupazione abusiva di case e una aggravante (cioè una pena più alta) per i reati commessi vicino alle stazioni. Attenzione: il decreto NON è diventato legge in questa seduta. Il voto finale non c'è stato, perché il Governo non era pronto a dare i suoi pareri sugli articoli successivi.

Momenti notevoli

I lavori si sono bloccati più volte perché il Governo e la commissione che controlla i conti non avevano ancora dato i loro pareri sulle modifiche. Le opposizioni hanno protestato a lungo, accusando la maggioranza di non rispettarle. A un certo punto i deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno esposto in aula dei cartelli con la scritta "Fratelli e sorelle d'Italia", subito fatti togliere dal presidente di turno. Lo scontro più duro è arrivato nel pomeriggio: i Cinque Stelle hanno denunciato che il Governo era ancora diviso sull'articolo 15, quello che riguarda la possibilità di mandare in carcere donne incinte o con figli sotto i tre anni.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel pomeriggio si è svolto il "question time", il momento in cui i ministri rispondono alle domande dei deputati. Si è parlato di siccità al Sud, delle nomine fatte dall'ex ministro della Cultura Sangiuliano poco prima di dimettersi, della crisi in Venezuela dopo le elezioni contestate (con la tutela dei tanti italiani che vivono lì), delle telefonate commerciali indesiderate, della fabbrica di acciaio AST di Terni e dello stabilimento Portovesme in Sardegna. Diverse opposizioni hanno chiesto al ministro Adolfo Urso di riferire sul caso Stellantis (la ex Fiat): l'azienda aveva offerto auto di lusso scontate proprio ai dipendenti messi in cassa integrazione. A fine seduta l'aula ha ricordato le vittime dell'11 settembre 2001, nel ventitreesimo anniversario degli attentati negli Stati Uniti.

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