Senato, seduta n. 79 del 21 giugno 2023: reddito di cittadinanza, cuneo fiscale, salario minimo

Seduta n. 79 del Senato della Repubblica, 21/06/2023.

Argomenti: reddito di cittadinanza, cuneo fiscale, salario minimo, infortuni sul lavoro, assegno di inclusione.

Il Senato ha discusso il decreto lavoro che sostituisce il reddito di cittadinanza con l'Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, con un taglio del cuneo fiscale. La seduta è stata sospesa più volte per contrasti procedurali e il voto finale è stato rinviato.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 21 giugno 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha dedicato tutta la giornata a un solo provvedimento: il cosiddetto "decreto lavoro" del Governo (DL 48/2023), che doveva essere convertito in legge. È la norma che sostituisce il reddito di cittadinanza con due nuovi strumenti: l'Assegno di inclusione (un sostegno economico riservato alle famiglie con minori, anziani over 60 o persone con disabilità) e il Supporto per la formazione e il lavoro (un contributo di 350 euro al mese per chi può lavorare e segue un percorso di formazione). Il decreto contiene anche un taglio delle tasse sul lavoro (il "cuneo fiscale", cioè la differenza tra quanto costa un lavoratore all'azienda e quanto gli arriva in busta paga), che vale fino a circa 100 euro in più al mese fino a fine 2023, e regole più libere per i contratti a tempo determinato e i voucher.

Cosa hanno deciso

In questa giornata non è stato deciso nulla di definitivo: il decreto non è arrivato al voto finale e la sua discussione è stata rinviata a una seduta successiva. I senatori hanno votato decine di proposte di modifica. Quasi tutte quelle presentate dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) sono state respinte. Sono passate invece alcune correzioni proposte dalla relatrice della maggioranza di centrodestra, tra cui una che amplia un po' l'importo dell'Assegno di inclusione: su quest'ultima hanno votato a favore anche le opposizioni, pur restando contrarie al decreto nel suo insieme.

Momenti notevoli

La giornata è stata segnata da uno scontro sulle regole. In una commissione tecnica (la Commissione bilancio) la maggioranza non è riuscita a far approvare il proprio parere sulle modifiche: il voto è finito in parità, il che secondo le regole equivale a una bocciatura. Le opposizioni hanno parlato di un fatto grave e hanno chiesto una riunione dei capigruppo (i rappresentanti dei vari partiti) per fare chiarezza; la maggioranza ha replicato che si trattava solo di rifare un voto in commissione. La seduta è stata sospesa più volte per diverse ore e ripresa solo in serata. Le opposizioni hanno anche protestato perché la maggioranza ha presentato all'ultimo momento numerose modifiche senza i documenti tecnici necessari.

Altri temi toccati durante la giornata

Gran parte del dibattito ha riguardato la sicurezza sul lavoro e gli infortuni, anche mortali, soprattutto dei più giovani: il decreto rafforza i controlli e crea un fondo per le famiglie degli studenti vittime di incidenti durante i percorsi formativi. Le opposizioni hanno insistito sul salario minimo (una paga oraria minima fissata per legge) e sul fatto che molti contratti collettivi prevedono stipendi sotto la soglia di povertà. È stata più volte lamentata l'assenza in aula della ministra del lavoro e si è discusso del fatto che il taglio delle tasse sul lavoro, così come scritto, dura solo pochi mesi e non è permanente.

Tutte le votazioni della seduta

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