Seduta n. 127 del Senato della Repubblica, 21/11/2023.
Argomenti: caro energia, fiducia parlamentare, mercato tutelato, ex Alitalia, concessioni balneari.
Il Senato ha approvato il decreto sul caro energia con voto di fiducia, stanziando fondi per le bollette delle famiglie con bassi redditi, i trasporti e le imprese. Le opposizioni hanno protestato per l'abuso della fiducia e contenuti ritenuti insufficienti.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il Senato ha esaminato un solo provvedimento: la trasformazione in legge definitiva di un decreto del Governo sul caro energia (il decreto-legge n. 131 del 2023, diventato il DDL 937). Il decreto contiene aiuti per pagare le bollette di luce e gas, soprattutto per le famiglie con redditi bassi, oltre a fondi per i trasporti pubblici, per le borse di studio e per le imprese che consumano molta energia. La Camera dei deputati lo aveva già approvato, quindi il Senato non poteva più modificarlo. Il Governo ha inoltre chiesto la fiducia: cioè ha legato l'approvazione del decreto alla sopravvivenza del Governo stesso, impedendo di fatto qualsiasi cambiamento al testo.
Il Senato ha approvato il decreto con il voto di fiducia: 104 senatori a favore, 74 contrari e 1 astenuto. Da questo momento le misure sul caro energia diventano legge. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) ha votato a favore, sostenendo che il provvedimento aiuta le famiglie più in difficoltà. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Italia Viva e Verdi-Sinistra), insieme al gruppo dei senatori delle minoranze linguistiche e regionali, hanno votato contro. Hanno criticato sia i contenuti, giudicati insufficienti, sia il metodo: protestano perché il Governo continua a usare la fiducia, togliendo al Parlamento la possibilità di discutere e correggere le leggi.
La discussione si è accesa proprio sull'abuso della fiducia: secondo le opposizioni questa era circa la trentacinquesima della legislatura. Un senatore del MoVimento 5 Stelle ha letto in aula una vecchia frase della stessa Giorgia Meloni, di quando era all'opposizione, in cui criticava duramente l'uso della fiducia. Le opposizioni hanno puntato il dito su due punti del decreto considerati estranei al tema energia: un articolo che, secondo loro, danneggia i lavoratori ex Alitalia passati a ITA Airways nelle loro cause in tribunale, e un altro che permette ai commercianti che non hanno emesso scontrini di mettersi in regola pagando una multa ridotta (definito un condono dalle opposizioni, un semplice aiuto a chi ha sbagliato in buona fede dalla maggioranza). Manca inoltre, hanno denunciato, la proroga del mercato tutelato di luce e gas: senza di essa, dal gennaio 2024 circa 10 milioni di famiglie passano al mercato libero, dove i prezzi sono più alti.
All'inizio della seduta una senatrice del MoVimento 5 Stelle ha chiesto che il ministro dell'Istruzione Valditara venga a riferire in aula su un incarico affidato a un esperto per scrivere le linee guida sull'educazione affettiva nelle scuole. Alla fine, fuori dal tema del giorno, un senatore di Fratelli d'Italia è intervenuto sulla violenza contro le donne, richiamando il caso di Giulia Cecchettin e la situazione di Bologna. Un senatore del MoVimento 5 Stelle ha invece criticato il Governo per la procedura di infrazione aperta dall'Unione Europea sulle concessioni delle spiagge (i cosiddetti balneari), che secondo lui mette a rischio sanzioni per tutti i cittadini e crea incertezza per i piccoli imprenditori del turismo.
Seduta precedente: n. 126 del 16/11/2023 · Seduta successiva: n. 128 del 22/11/2023