Seduta n. 241 della Camera dei Deputati, 08/02/2024.
Argomenti: aiuto militare Ucraina, caso Ilaria Salis, foibe ed esodo giuliano-dalmata, sovraffollamento carceri.
La Camera approva la legge sul sostegno militare all'Ucraina fino a fine 2024 con 218 voti favorevoli. Il ministro degli Esteri riferisce sul caso dell'insegnante Ilaria Salis detenuta in Ungheria. Approvata anche la legge sulla memoria delle foibe con voto ampio.
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La giornata ha toccato tre temi grossi. Il primo è il sostegno militare all'Ucraina: la Camera ha votato in via definitiva una legge che permette al Governo di continuare a inviare armi e mezzi militari all'Ucraina fino alla fine del 2024 (DDL 1666). Il secondo è il caso di Ilaria Salis, l'insegnante italiana detenuta da quasi un anno in un carcere in Ungheria, in attesa di processo: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito all'aula con una comunicazione immediata su un fatto grave appena accaduto. Il terzo è una legge sulla memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, cioè le migliaia di italiani uccisi e costretti a fuggire dall'Istria e dalla Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale (PDL 1457).
La legge sull'aiuto militare all'Ucraina è diventata legge: 218 voti a favore e 42 contrari. A favore hanno votato la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) insieme a una parte dell'opposizione di centrosinistra (Partito Democratico, Italia Viva, Azione e +Europa). Contrari il Movimento Cinque Stelle e Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra), che hanno chiesto invece una tregua e una trattativa di pace. Anche la legge sulla memoria delle foibe è stata approvata, con un voto molto ampio: 224 voti a favore e nessuno contrario, con dieci astenuti. Si è astenuta Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra), che pur condividendo la condanna di quelle violenze chiedeva di raccontare anche le responsabilità del fascismo italiano nella zona di confine. La legge finanzia viaggi delle scuole nei luoghi delle foibe, un concorso per studenti universitari e alcune associazioni di esuli.
L'informativa sul caso Salis ha acceso un duro scontro. Il ministro Tajani ha elencato tutte le visite e le richieste seguite dall'ambasciata (cambio di cella, lenzuola, dieta, contatti con la famiglia) e ha spiegato che il Governo non può obbligare i giudici ungheresi a liberarla, ma solo chiedere il rispetto dei suoi diritti. Le opposizioni lo hanno accusato di aver fatto troppo poco e troppo tardi, e di non voler mettere in difficoltà il premier ungherese Viktor Orbán, alleato politico della maggioranza. Durante il dibattito ci sono stati molti richiami all'ordine e proteste, e un deputato di Sinistra ha protestato perché il ministro sorrideva mentre lui parlava. Più volte la seduta è stata sospesa per pochi minuti.
È stata dichiarata urgente una proposta di legge per affrontare il sovraffollamento delle carceri (PdL 552): i deputati hanno ricordato che dall'inizio dell'anno ci sono già stati quindici suicidi in carcere e che i detenuti sono oltre 60.000. La maggioranza ha proposto di discuterne presto in commissione e il proponente ha accettato. A fine seduta alcuni deputati hanno parlato di altri argomenti: il rinnovo dell'accordo Italia-Brasile sulle patenti di guida, la richiesta di un cessate il fuoco a Gaza, e un caso di violenza sessuale a Catania legato al dibattito sull'immigrazione.
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