Seduta n. 27 del Senato della Repubblica, 11/01/2023.
Argomenti: armamenti Ucraina, principi attivi farmaci, negoziati internazionali.
Il Senato ha approvato la legge per continuare l'invio di armi all'Ucraina fino a fine 2023. Dibattito acceso tra chi lo ritiene necessario per difendersi e chi lo considera un ostacolo alla pace. Durante la seduta è stata sollevata anche la questione della carenza di farmaci nelle farmacie italiane.
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Il Senato ha discusso e approvato la legge che permette al Governo di continuare a inviare armi e mezzi militari all'Ucraina fino alla fine del 2023 (DDL S.389). Si tratta della conversione in legge di un decreto del Governo, cioè un provvedimento già in vigore che il Parlamento deve confermare. È il quinto provvedimento di questo tipo da quando, quasi un anno prima, la Russia ha invaso l'Ucraina. Il dibattito ha toccato il senso di continuare a inviare armi e le prospettive per arrivare alla pace.
Il Senato ha approvato la legge, con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) e di gran parte dell'opposizione di centrosinistra (il Partito Democratico e Azione-Italia Viva). Hanno votato contro il MoVimento 5 Stelle e la sinistra di Alleanza Verdi e Sinistra, che chiedevano di sospendere l'invio di armi e di puntare su una conferenza internazionale di pace. Sono state respinte alcune proposte di modifica delle opposizioni che volevano obbligare il Governo a chiedere il via libera del Parlamento prima di ogni nuova fornitura di armi. Il Governo ha invece accolto una richiesta (un ordine del giorno, cioè un impegno politico non vincolante) per aumentare gli aiuti umanitari, sanitari ed energetici alla popolazione ucraina. Nella stessa seduta il Senato ha anche eletto i suoi rappresentanti nell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, l'organismo che riunisce i parlamentari dei Paesi europei.
Il confronto è stato acceso soprattutto tra chi difende l'invio di armi come unico modo per fermare la Russia e chi lo considera un ostacolo alla pace. Carlo Calenda (Azione) ha elencato i dati della distruzione subita dall'Ucraina e ha avuto uno scambio diretto con il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri sulle posizioni di Silvio Berlusconi verso Putin. Per il MoVimento 5 Stelle, il senatore Ettore Antonio Licheri ha accusato sia maggioranza sia opposizione di seguire un "copione" deciso a Washington e ha annunciato il voto contrario gridando "viva la pace, viva l'Ucraina". Pier Ferdinando Casini, del Partito Democratico, gli ha risposto dicendo di condividere quel grido, ma di non capire come sia conciliabile con il voto contrario alla legge.
A inizio seduta la senatrice Raffaella Paita (Italia Viva) ha chiesto al Governo una comunicazione immediata all'aula del ministro della Salute Schillaci sulla carenza di farmaci nelle farmacie italiane, un problema aggravato dall'aumento dei casi di influenza. Alla richiesta si sono associate diverse forze politiche, tra cui il Partito Democratico con Beatrice Lorenzin. Un senatore di Fratelli d'Italia ha precisato che il Ministro avrebbe parlato in commissione la settimana successiva e ha ricondotto la scarsità di medicinali alla carenza dei principi attivi, importati soprattutto da India e Cina. La presidenza ha preso atto della richiesta e l'ha trasmessa al Governo.
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