Seduta n. 148 della Camera dei Deputati, 27/07/2023.
Argomenti: salario minimo, contrattazione collettiva, disturbi alimentari, calamità naturali, desecretazione.
La Camera ha discusso la proposta di salario minimo a 9 euro lordi all'ora presentata dalle opposizioni, con la maggioranza contraria. Affrontati anche temi su oblio oncologico, disturbi alimentari e comunicazione urgente del Ministro sulla protezione civile per calamità naturali al Nord e incendi al Sud.
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Il tema centrale della giornata è stato il salario minimo, cioè una paga oraria minima fissata per legge sotto la quale nessun lavoratore potrebbe essere pagato. Le opposizioni di centrosinistra (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Azione e la sinistra di Alleanza Verdi e Sinistra) hanno presentato insieme una proposta di legge che fissa quella soglia a 9 euro lordi all'ora (proposta del Movimento 5 Stelle a prima firma di Giuseppe Conte, A.C. 1275, insieme ad altre proposte unite a questa). La maggioranza di centrodestra è contraria: sostiene che in Italia conviene rafforzare i contratti firmati dai sindacati e dalle imprese (la cosiddetta contrattazione collettiva, gli accordi che già fissano le paghe per ogni settore) invece di imporre una cifra unica per legge, che secondo loro rischierebbe di abbassare gli stipendi di chi oggi guadagna di più. È importante notare che oggi non si è votato: si è solo discusso, e il voto vero arriverà in una seduta futura. La Camera ha poi avviato la discussione su altri temi: una legge contro le discriminazioni verso chi è guarito da un tumore (il cosiddetto oblio oncologico, A.C. 249-A) e alcune richieste rivolte al Governo (in gergo si chiamano mozioni) per migliorare la cura dei disturbi alimentari come anoressia e bulimia.
In concreto, oggi non è stato deciso nulla di definitivo: tutti i provvedimenti sono stati solo discussi e rinviati a sedute successive, quindi nessuna legge è entrata in vigore. Sulla proposta del salario minimo la maggioranza ha annunciato una richiesta di sospensione per 60 giorni (firmata da deputati di centrodestra), che servirebbe a fermare temporaneamente l'esame della legge per approfondire il tema; questa richiesta sarà votata più avanti. Verso fine seduta è stato letto il calendario dei lavori della settimana successiva: tra il 31 luglio e il 2 agosto sono previsti i voti, con possibili voti di fiducia, su due decreti del Governo (uno sull'organizzazione della pubblica amministrazione, l'agricoltura, lo sport e il Giubileo del 2025, l'altro per adeguarsi a regole europee).
Il Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, è venuto in Aula per una comunicazione immediata (un'informativa urgente, cioè un aggiornamento subito su un fatto grave appena accaduto) sui disastri di quei giorni: nubifragi e grandinate al Nord e incendi al Sud, con diversi morti. Il Ministro ha parlato di prevenzione e di adattamento al cambiamento climatico e dei limiti della flotta di aerei antincendio. Il Partito Democratico ha criticato duramente il Governo per i ritardi, in particolare in Sicilia e sull'aeroporto di Catania. Un altro momento forte è arrivato durante la discussione sui disturbi alimentari: due deputate, Martina Semenzato e Chiara La Porta, hanno raccontato pubblicamente di averne sofferto in prima persona, ricevendo solidarietà da tutta l'Aula. C'è stato anche un breve scontro tra Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle su quanti deputati di maggioranza fossero presenti durante il dibattito sul salario minimo.
La Camera ha discusso una richiesta al Governo (mozione) sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, in vista del 43° anniversario, per garantire processi sereni e proseguire la desecretazione, cioè l'apertura al pubblico di documenti finora coperti da segreto di Stato (mozione del Partito Democratico, 1-00144); la maggioranza ha annunciato una propria mozione sullo stesso tema. È stata avviata anche la discussione su una proposta per istituire una commissione parlamentare d'inchiesta (un gruppo di parlamentari che indaga su un caso) sulla comunità Il Forteto, in Toscana, al centro di vicende di abusi e maltrattamenti su minori affidati (proposta di Fratelli d'Italia, A.C. 336-A). Infine, negli interventi di chiusura è stato ricordato il 30° anniversario della strage mafiosa di via Palestro a Milano del 27 luglio 1993.
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