Senato, seduta n. 207 del 16 luglio 2024: liste di attesa, poteri dello Stato sulle Regioni

Seduta n. 207 del Senato della Repubblica, 16/07/2024.

Argomenti: liste di attesa, poteri dello Stato sulle Regioni, sovraffollamento carceri, procedure parlamentari.

Il Senato ha discusso principalmente del decreto sulle liste di attesa in sanità rimasto bloccato in commissione per dissensi sulla competenza regionale. La seduta è stata sospesa e ripresa solo per fissare il calendario dei prossimi lavori parlamentari.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 16 luglio 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è ruotata quasi tutta attorno a un litigio sui tempi del Parlamento. Al centro c'era il decreto del Governo sulle liste di attesa nella sanità (DL 73/2024, S.1161), cioè le lunghe code per ottenere visite ed esami medici. Questo decreto era atteso in Aula, ma è rimasto bloccato in commissione perché la maggioranza di centrodestra non aveva ancora trovato un accordo interno. Il punto critico era l'articolo 2, che dava allo Stato il potere di intervenire sulle Regioni e sulle aziende sanitarie locali quando le liste di attesa restano troppo lunghe.

Cosa hanno deciso

Non è stata presa nessuna decisione né votata alcuna legge. La seduta è stata sospesa la mattina e ripresa nel pomeriggio solo per fissare il calendario delle prossime settimane. È stato deciso che il decreto sulle liste di attesa sarebbe arrivato in Aula nei giorni successivi, una volta trovato l'accordo tra Governo e Regioni. Per il giorno dopo è stata invece programmata la discussione di una proposta che proroga alcune scadenze per il settore dello spettacolo (S.1185).

Momenti notevoli

Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) hanno accusato il Governo di paralizzare il Parlamento con troppi decreti urgenti e di non aver presentato in tempo i propri pareri. Hanno anche denunciato che il presidente della commissione sanità non comunicava ai senatori quali loro proposte di modifica venivano respinte come irricevibili. Il presidente ha replicato che il regolamento gli dà l'ultima parola e che la lista era comunque disponibile nei suoi uffici. La maggioranza di centrodestra ha difeso il proprio operato, sostenendo che il ritardo serviva a trovare un accordo con le Regioni, che avevano bocciato l'articolo più contestato del decreto.

Altri temi toccati durante la giornata

Un senatore del Partito Democratico ha chiesto al Governo di ritirare un francobollo dedicato a Italo Foschi, un esponente del fascismo accusato di violenze e di aver collaborato alla persecuzione degli ebrei, emesso negli stessi giorni di uno dedicato a Giacomo Matteotti. Una senatrice dei Cinque Stelle ha richiamato l'attenzione sulla grave situazione delle carceri italiane, tra sovraffollamento, rivolte e suicidi, ricordando la morte di un detenuto vicino ad Aosta. Un senatore del gruppo Misto, in rappresentanza delle minoranze linguistiche del Trentino-Alto Adige, ha infine commemorato Alberto Ferrandi, ex deputato comunista scomparso a Trento.

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