Seduta n. 208 del Senato della Repubblica, 17/07/2024.
Argomenti: codice dello spettacolo, liste di attesa sanitarie, tutele lavoratori, diritti umani Iran.
Il Senato ha approvato il rinvio di un anno del codice dello spettacolo per regole e tutele dei lavoratori dello spettacolo. Nel pomeriggio è iniziata la discussione del decreto sulle liste di attesa in sanità, affrontando il controllo ospedaliero e finanziamenti per ridurre i tempi di prenotazione.
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La giornata ha avuto due temi principali. Al mattino il Senato ha esaminato una legge del Governo che rinvia di un anno la scrittura del nuovo "codice dello spettacolo" (DDL 1185). Si tratta delle regole, attese da anni, che dovrebbero dare contratti, tutele e ammortizzatori sociali ai lavoratori di teatro, musica, danza, circo e simili. Il Governo ha chiesto più tempo perché il lavoro non era pronto entro la scadenza di metà agosto. Nel pomeriggio è iniziata la discussione del "decreto liste di attesa" in sanità (DDL 1161), cioè le misure per ridurre i tempi di prenotazione di visite ed esami nel servizio sanitario pubblico.
Sul codice dello spettacolo il Senato ha approvato in via definitiva il rinvio di un anno (più una proroga fino a fine 2024 per un albo dei negozi storici, voluta da Forza Italia). La maggioranza di centrodestra ha votato a favore; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) hanno votato contro, accusando il Governo di lasciare ancora una volta senza regole migliaia di lavoratori. Sono state respinte alcune proposte delle opposizioni che chiedevano di accorciare il rinvio a tre o sei mesi e di tenere informato il Parlamento. Il decreto sulle liste di attesa, invece, non è stato votato: la seduta si è chiusa con il solo dibattito e il voto rinviato a un altro giorno.
Il decreto sulle liste di attesa è arrivato in aula dopo settimane di tensioni. Era nato uno scontro tra il Governo e le Regioni (di ogni colore politico) su un articolo che dava al Ministero della Salute il potere di controllare direttamente gli ospedali. Alla fine la maggioranza ha riscritto quella parte, lasciando i controlli alle Regioni. Le opposizioni hanno criticato il fatto che il decreto non stanzia nuovi soldi e non assume nuovi medici. Diversi senatori hanno anche denunciato una proposta, poi giudicata inammissibile, di un senatore della Lega (Claudio Borghi) che voleva togliere l'obbligo di alcuni vaccini per i bambini.
Alla fine della seduta una senatrice del Partito Democratico (Susanna Camusso) ha ricordato la condanna a morte in Iran di una giovane attivista sindacale, Sharifeh Mohammadi, chiedendo che i diritti umani vengano messi al primo posto nei rapporti con quel Paese. Tutta l'Assemblea si è detta d'accordo. Una senatrice dei Cinque Stelle (Vincenza Aloisio) ha invece contestato come sono stati trovati i soldi per la bonifica dell'area di Bagnoli, a Napoli: secondo lei sono fondi già destinati al Sud, usati al posto di altre risorse invece che in aggiunta.
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