Camera, seduta n. 495 del 17 giugno 2025: acconti IRPEF, ricercatori, voto sbagliato

Seduta n. 495 della Camera dei Deputati, 17/06/2025.

Argomenti: acconti IRPEF, ricercatori, voto sbagliato, crisi carceri, sfruttamento lavorativo.

La Camera approva il decreto sugli acconti IRPEF e discute di ricerca scientifica, ristorazione e crisi nel sistema carcerario con rivolte e suicidi. Protagonista il voto "sbagliato" della maggioranza sulla mozione Boschi che ha approvato accidentalmente la proposta di Italia Viva.

Sintesi AI della seduta

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Camera, seduta del 17 giugno 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è iniziata con tre interrogazioni al Governo: il Movimento 5 Stelle ha chiesto chiarimenti sulla possibile chiusura del carcere per madri detenute con figli piccoli di Lauro, in provincia di Avellino, l'unico nel Sud Italia (Interrogazione 3-01757). Il Partito Democratico ha denunciato che a un anno dall'inaugurazione i lavori promessi a Caivano per un'area sportiva non sono mai partiti (Interrogazione 3-01685). Fratelli d'Italia ha chiesto al ministro del Lavoro misure contro lo sfruttamento dei lavoratori nelle aziende tessili gestite da imprenditori cinesi a Prato (Interrogazione 3-02009). Nel pomeriggio l'Aula ha affrontato tre temi grossi: la conversione di un decreto del Governo che corregge un errore tecnico sugli acconti delle tasse 2025 (DDL 2448, "acconti IRPEF"); sei mozioni delle varie forze politiche per attrarre in Italia ricercatori e ricercatrici, soprattutto quelli che vogliono lasciare gli Stati Uniti dopo i tagli decisi dall'amministrazione Trump alle università americane; una proposta della maggioranza per istituire una "Giornata della ristorazione" il terzo sabato di maggio (PdL 1672).

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto sugli acconti IRPEF (l'imposta sui redditi delle persone fisiche): la maggioranza ha votato a favore, le opposizioni si sono astenute. In pratica, circa 2,2 milioni di contribuenti, soprattutto lavoratori autonomi, eviteranno di pagare in anticipo allo Stato somme calcolate con le vecchie regole più care; il Governo deve coprire un buco temporaneo di 245,5 milioni di euro per il 2025. Sulle mozioni dei ricercatori l'Aula ha respinto tutte le proposte delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra e Azione), ha approvato quella della maggioranza di centrodestra a prima firma Tassinari, e (colpo di scena della giornata) ha approvato anche la mozione di Maria Elena Boschi (Italia Viva), nonostante il Governo avesse chiesto di votare contro. Significa che alcuni deputati della maggioranza hanno votato per errore "sì" invece che "no", e quando se ne sono accorti era troppo tardi: il presidente di turno ha confermato il risultato. È stato un piccolo terremoto politico. Approvata anche la "Giornata della ristorazione": sì della maggioranza, astensione di tutte le opposizioni, che hanno definito il provvedimento simbolico ma poco utile per i ristoratori.

Momenti notevoli

Il momento più discusso è stato proprio il "voto sbagliato" della maggioranza sulla mozione Boschi sulla ricerca scientifica. Elena Bonetti (Azione) ha applaudito ironicamente i colleghi di Italia Viva per essere riusciti "a mandare sotto il Governo"; Elisabetta Piccolotti (Sinistra) ha accusato i deputati della maggioranza di non aver letto i testi su cui votavano e di seguire ciecamente le indicazioni del Governo. Diversi deputati della maggioranza si sono affollati al banco della Presidenza per chiedere di rivedere il voto, ma il presidente ha tenuto fermo il risultato. Subito dopo, tre gruppi di opposizione hanno chiesto al ministro della Giustizia Carlo Nordio di venire urgentemente a riferire in Aula: nelle ultime settimane ci sono state rivolte nelle carceri di Marassi, Terni, Spoleto e Aosta, e tre suicidi nello stesso giorno, in un contesto di sovraffollamento estremo aggravato dal caldo. In serata, Sinistra e Cinque Stelle hanno chiesto al ministro della Difesa e al ministro dell'Interno di chiarire cosa sia successo il 14 giugno a Decimomannu in Sardegna, dove durante una protesta contro le basi militari la Polizia avrebbe lanciato lacrimogeni da un elicottero, scatenando un incendio in un campo (Fratelli d'Italia ha respinto la ricostruzione). La deputata Irene Manzi ha commemorato Gentiana Hudhra, uccisa dall'ex marito a Tolentino pochi giorni prima.

Altri temi toccati durante la giornata

Marco Grimaldi (Sinistra) ha chiesto al Governo di intervenire per proteggere chi lavora all'aperto sotto il sole nei mesi più caldi: cantieri, campi, magazzini, con quasi 4.000 infortuni dovuti al caldo lo scorso anno. Arnaldo Lomuti (Cinque Stelle) ha letto in Aula la testimonianza di un giovane giornalista palestinese sulla sorella Farah, otto anni, malata di diabete e in pericolo di vita a Gaza per mancanza di cure: ha chiesto alla Farnesina (cioè al Ministero degli Esteri) di portarla in Italia. Chiara Appendino (Cinque Stelle) ha denunciato i 610 licenziamenti annunciati da Stellantis a Mirafiori, a Torino, contestando il silenzio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro delle Imprese Adolfo Urso. Sul calendario dei lavori, Valentina D'Orso (Cinque Stelle) ha protestato perché l'Aula in tutta la settimana è stata convocata solo per quattro ore: ne è nato un duro scambio sui ritmi di lavoro del Parlamento, con il deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Deidda e il leghista Rossano Sasso a ribattere che il calendario lo decide la riunione dei capigruppo, alla quale partecipano tutti i partiti.

Le leggi votate in questa seduta

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