Senato, seduta n. 264 del 21 gennaio 2025: aiuti militari Ucraina, mozioni parlamentari

Seduta n. 264 del Senato della Repubblica, 21/01/2025.

Argomenti: aiuti militari Ucraina, mozioni parlamentari, diplomazia europea.

Il Senato ha discusso il sostegno militare all'Ucraina e approvato la mozione della maggioranza per continuare l'invio di armi fino alla fine del 2025, mentre l'opposizione ha chiesto di puntare invece su negoziati per la pace. Il voto finale sulla legge è stato rinviato.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato, seduta del 21 gennaio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il tema centrale della giornata è stato il sostegno militare all'Ucraina. Il ministro della difesa Guido Crosetto è venuto in aula a riferire sulla decisione del Governo di continuare, fino alla fine del 2025, a inviare armi ed equipaggiamenti militari all'esercito ucraino. Il Senato ha discusso lo stesso argomento due volte: prima sulle parole del Ministro e su sei diverse mozioni dei gruppi politici (le mozioni sono documenti con cui l'aula indica al Governo cosa fare), poi sulla legge vera e propria che trasforma in legge il decreto del Governo (DDL 1335). Crosetto ha descritto una situazione drammatica al fronte, con attacchi russi sempre più intensi contro le città e le centrali elettriche ucraine, e ha detto di sperare che questo sia l'ultimo pacchetto di aiuti militari da votare.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato la mozione presentata dalla maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati), che impegna il Governo a continuare il sostegno all'Ucraina e a spingere per una tregua. Il resoconto della seduta non riporta i numeri esatti dei voti, che si trovano in un allegato separato. Con l'approvazione di questa mozione, le altre cinque (presentate da Cinque Stelle, Sinistra, Italia Viva, Partito Democratico e Azione) sono cadute automaticamente. La legge che autorizza l'invio di armi non è stata però approvata in via definitiva nella giornata: si è conclusa solo la discussione e sono stati respinti gli emendamenti dell'opposizione, mentre il voto finale è stato rinviato a una seduta successiva.

Momenti notevoli

Il dibattito ha mostrato le aule profondamente divise. La maggioranza e il Partito Democratico hanno difeso il diritto dell'Ucraina a difendersi dall'aggressione russa, pur con accenti diversi: i democratici hanno criticato la debolezza politica dell'Europa, incapace di un'iniziativa di pace autonoma. Il MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono detti contrari all'invio di altre armi, sostenendo che servirebbe invece una trattativa per fermare la guerra. Anche dentro la Lega il senatore Claudio Borghi ha ribadito la sua posizione critica «basta armi all'Ucraina», pur votando con la coalizione. C'è stato un momento di tensione in aula durante l'intervento di una senatrice di Fratelli d'Italia, con proteste dai banchi dell'opposizione e un richiamo all'ordine della presidenza.

Altri temi toccati durante la giornata

A inizio seduta è stata letta la lettera con cui Giovanni Amoroso annunciava la propria elezione a presidente della Corte costituzionale, l'organo che controlla che le leggi rispettino la Costituzione. In chiusura, due senatori hanno ricordato il critico d'arte Luca Beatrice, presidente della Quadriennale di Roma, morto quel giorno, e la presidenza si è unita al cordoglio. Infine è stato annunciato che il giorno seguente il ministro delle infrastrutture sarebbe venuto in aula a riferire sulla situazione della rete ferroviaria nazionale.

Tutte le votazioni della seduta

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