Seduta n. 168 della Camera dei Deputati, 28/09/2023.
Argomenti: intercettazioni telefoniche, decreti-legge, rimpatri migranti, centri permanenza.
La Camera approva con fiducia un decreto-legge che tocca giustizia, intercettazioni e processi penali, e esamina un secondo decreto su immigrazione e Mezzogiorno con norme sui tempi di permanenza nei centri di rimpatrio.
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La giornata è ruotata quasi tutta attorno a due grandi temi: la giustizia e l'immigrazione. Il provvedimento principale era un decreto del Governo che metteva insieme molte materie diverse: le intercettazioni telefoniche e ambientali, alcune regole sui processi penali e civili, pene più dure per chi appicca incendi nei boschi, la lotta alle tossicodipendenze, la fine dell'obbligo di isolamento per chi è positivo al COVID e la riorganizzazione del Ministero della Cultura (il decreto-legge 105 del 2023, DDL 1373). Su questo testo il Governo aveva chiesto la fiducia, cioè un voto in cui la maggioranza conferma il proprio sostegno e l'aula non può più cambiare il testo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Verdi e Sinistra, Azione e Italia Viva) hanno criticato soprattutto il fatto che il Governo usa troppo spesso i decreti urgenti, mettendoci dentro argomenti che non hanno niente in comune tra loro.
La Camera ha confermato la fiducia al Governo con 201 voti favorevoli e 125 contrari, e poi ha approvato in via definitiva il decreto sulla giustizia con 164 sì e 68 no. Il punto più discusso sono state le intercettazioni. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) sostiene di averle allargate a nuovi reati gravi (come il traffico illecito di rifiuti e il terrorismo) e di aver aggiunto regole per proteggere la vita privata delle persone non indagate. Le opposizioni replicano che alcune modifiche rischiano invece di indebolire le indagini, in particolare quelle sulla corruzione, e che una parte delle nuove norme potrebbe creare problemi nei processi già in corso. Dei 66 ordini del giorno presentati (testi che chiedono al Governo un impegno politico, senza forza di legge) ne sono stati approvati pochi, quasi tutti riscritti dal Governo prima del voto.
Nel pomeriggio è scoppiata una discussione sui tempi dei lavori: il Governo ha chiesto mezz'ora in più per esaminare gli ordini del giorno e le opposizioni hanno protestato, ricordando che li conosceva già dal giorno prima. In serata la Camera ha esaminato un secondo decreto, quello su Mezzogiorno e immigrazione (il decreto-legge 124 del 2023, DDL 1416), che prevede tra l'altro di portare fino a 18 mesi il tempo massimo di permanenza dei migranti irregolari nei centri per il rimpatrio e di costruirne di nuovi, almeno uno per regione. Le opposizioni hanno provato a fermarlo sostenendo che fosse incostituzionale, ma la loro richiesta è stata respinta con 162 voti contrari e 56 favorevoli, e l'esame del decreto andrà avanti. Azione e Italia Viva si sono astenute.
Fuori dai due decreti, diversi deputati hanno portato in aula questioni del proprio territorio. Verdi e Sinistra e il Partito Democratico hanno chiesto un intervento dei ministri sulla vertenza di un macello in provincia di Asti, dove operai storici rischiano di essere sostituiti da altri lavoratori con un contratto meno favorevole. Forza Italia ha sollecitato aiuti per i comuni dell'Appennino tra Toscana ed Emilia-Romagna colpiti dal terremoto del 18 settembre. Cinque Stelle e Partito Democratico hanno denunciato un'aggressione, descritta come di stampo fascista, a studenti che protestavano in tenda all'Università di Torino contro il caro affitti e la mancanza di alloggi. La seduta di venerdì è stata cancellata.
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