Seduta n. 213 della Camera dei Deputati, 13/12/2023.
Argomenti: decreto Anticipi, legge di bilancio 2024, Ponte dello Stretto, nucleare, cessate il fuoco Gaza.
La Camera ha approvato con voto di fiducia il decreto Anticipi del Governo che anticipa misure della legge di bilancio 2024, aumenti pensionali e tagli fiscali, nel contesto di discussioni su infrastrutture, servizi pubblici e politica estera.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il tema centrale è stato un decreto del Governo in materia economica e fiscale, soprannominato "decreto Anticipi" perché doveva anticipare alcune misure della legge di bilancio per il 2024 (la legge che decide come lo Stato spende e incassa i soldi). Il decreto (DDL 1601), già approvato dal Senato, conteneva tante misure diverse: anticipo a dicembre dell'aumento delle pensioni, taglio delle tasse sul lavoro, soldi per gli enti locali, per le scuole e per gli alloggi degli studenti universitari. Su questo testo il Governo ha chiesto la fiducia, cioè ha legato l'approvazione del decreto a un voto di sostegno al Governo stesso, impedendo così di modificarlo. Nel pomeriggio si è svolto anche il "question time", la sessione in cui i deputati fanno domande dirette ai ministri presenti in aula.
La Camera ha dato la fiducia al Governo: 199 voti a favore, 116 contrari e 4 astenuti. Il voto definitivo sulla conversione del decreto in legge è però stato rimandato al giorno dopo. Prima del rinvio, i deputati hanno votato 36 "ordini del giorno", cioè impegni generici che chiedono al Governo di fare qualcosa in futuro, senza forza di legge vera e propria. La maggior parte di quelli presentati dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) è stata respinta. Sono passati invece alcuni impegni riformulati dal Governo, tra cui uno per aiutare i lavoratori del porto di Taranto e uno sul terzo settore (le associazioni senza scopo di lucro). Nessuna nuova legge è entrata definitivamente in vigore in questa giornata.
La giornata è stata segnata da un episodio raro: dopo aver letto gli ordini del giorno, i deputati della maggioranza di centrodestra hanno fatto parlare a lungo i propri parlamentari per rallentare i lavori e rimandare il voto finale. Le opposizioni hanno protestato, accusando la maggioranza di voler evitare di mettere in calendario la ratifica del MES, il fondo europeo che aiuta gli Stati in difficoltà finanziaria, su cui il centrodestra è diviso. Durante il question time c'è stato uno scontro acceso tra una deputata calabrese dei Cinque Stelle e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini sul Ponte sullo Stretto: lei lo accusava di togliere soldi a Calabria e Sicilia per finanziare quell'opera, lui replicava elencando miliardi di investimenti già previsti.
Le domande ai ministri hanno riguardato la vendita della rete telefonica di TIM al fondo americano KKR (con il timore di tagli al personale), la sicurezza stradale e i monopattini, gli incidenti ferroviari recenti, gli autovelox usati da alcuni comuni per "fare cassa", e l'energia nucleare di nuova generazione. Su quest'ultimo punto il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato l'interesse del Governo per i piccoli reattori, pur senza nuove grandi centrali. A fine seduta, una deputata del Partito Democratico ha criticato l'astensione dell'Italia al voto delle Nazioni Unite per il cessate il fuoco a Gaza, mentre due deputati hanno chiesto pene più severe per chi maltratta gli animali, dopo il caso di un gatto seviziato ad Angri.
Seduta precedente: n. 212 del 12/12/2023 · Seduta successiva: n. 214 del 14/12/2023