Seduta n. 202 del Senato della Repubblica, 26/06/2024.
Argomenti: coesione territoriale, istituzioni europee, conflitto ucraino, posizionamento italiano.
Il Senato approva definitivamente la legge sulla coesione per 74 miliardi di euro per ridurre i divari Nord-Sud. Nel pomeriggio Meloni illustra la posizione italiana al Consiglio europeo su leadership UE, Ucraina, Medio Oriente e immigrazione, suscitando forti critiche dalle opposizioni.
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La giornata ha avuto due parti. Al mattino il Senato ha esaminato la legge che trasforma in legge definitiva un decreto del Governo sulle "politiche di coesione" (DDL 1133). In pratica si tratta di come spendere bene 74 miliardi di euro (in parte fondi europei, in parte italiani) per ridurre le differenze tra Nord e Sud del Paese. Nel pomeriggio è arrivata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a illustrare la posizione dell'Italia prima del vertice dei capi di Governo europei (il Consiglio europeo) del 27 e 28 giugno. Al centro del dibattito: chi guiderà le istituzioni europee nei prossimi cinque anni, la guerra in Ucraina, la situazione in Medio Oriente e l'immigrazione.
La legge sulle politiche di coesione (DDL 1133) è stata approvata in via definitiva. Il Governo aveva chiesto il voto di fiducia: significa che, votando, i senatori dicevano allo stesso tempo se appoggiano o no l'intero Governo, e questo blocca le modifiche al testo. Hanno votato a favore 97 senatori, contro 62, con 1 astenuto. Sul vertice europeo, l'aula ha approvato il documento di indirizzo della maggioranza, che impegna il Governo su Ucraina, Medio Oriente e immigrazione. Dei documenti presentati dalle opposizioni di centrosinistra (Italia Viva, Cinque Stelle, Azione, Sinistra e Partito Democratico) sono passate solo le parti che il Governo aveva giudicato accettabili; il resto è stato respinto.
Il dibattito pomeridiano è stato molto teso. Le opposizioni hanno accusato Meloni di aver isolato l'Italia in Europa, sostenendo che gli alleati di centrodestra (in particolare i popolari del Partito Popolare Europeo) abbiano già scelto i nomi per i vertici UE senza di lei. Meloni ha replicato a lungo, difendendo l'idea che all'Italia spetti comunque un ruolo di primo piano perché è un Paese fondatore e tra le maggiori economie europee. Ci sono stati ripetuti richiami all'ordine e scambi durissimi sul linguaggio d'odio, con frasi come "a testa in giù" rievocate in aula; più gruppi, opposizione compresa, hanno espresso solidarietà alla presidente del Consiglio.
Alla fine della seduta alcuni senatori hanno parlato di temi non in programma. Il Partito Democratico ha ricordato la strage di Ustica del 27 giugno 1980 (81 morti) chiedendo al Governo di pretendere dalla Francia l'ammissione della verità. Un senatore di Fratelli d'Italia ha denunciato la repressione di una minoranza religiosa in Cina. Una senatrice dei Cinque Stelle ha sollevato il problema dell'inquinamento di una cava-discarica a Napoli. Un altro senatore dei Cinque Stelle ha commentato la scarcerazione del fondatore di Wikileaks, Julian Assange.
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