Seduta n. 346 del Senato della Repubblica, 25/09/2025.
Argomenti: Terra dei fuochi, bonifiche rifiuti tossici, Dipartimento per il Sud, Gaza, sanità pubblica.
Il Senato approva con fiducia il decreto sulla Terra dei fuochi con 91 voti favorevoli, stanziando 60 milioni per le bonifiche in Campania e istituendo un nuovo Dipartimento per il Sud. Nel pomeriggio discussioni su sanità, biblioteche, affitti e aiuti umanitari a Gaza.
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Il Senato ha avuto una giornata densa con tre temi principali. Al mattino, la conversione in legge del decreto del Governo sulla cosiddetta «Terra dei fuochi», cioè quell'area tra Napoli e Caserta, in 90 Comuni circa, dove da oltre vent'anni la criminalità organizzata e alcune imprese hanno bruciato e seppellito illegalmente rifiuti tossici, avvelenando terreni, falde acquifere e popolazione (il decreto si chiama DL 116/2025). La legge inasprisce le pene per chi abbandona o gestisce illegalmente i rifiuti, stanzia 60 milioni complessivi (15 subito) per le bonifiche e, all'ultimo minuto, crea anche un nuovo «Dipartimento per il Sud» dentro Palazzo Chigi (la sede del Governo). A metà mattina si è inserita una comunicazione urgente del ministro della Difesa Guido Crosetto sull'attacco con droni alla «Global Sumud Flotilla», cioè quel convoglio di barche civili partito dall'Europa per portare aiuti a Gaza che la notte fra il 23 e il 24 settembre era stato colpito in acque internazionali a sud di Creta, e sui voli di aerei e droni russi che stanno violando lo spazio aereo della NATO al confine orientale (Polonia, Estonia). Al pomeriggio il classico question time, cioè domande e risposte rapide tra senatori e ministri: si è parlato di affitti per i lavoratori, biblioteche, borghi, sanità pubblica, ricerca sulla SLA e fondi del PNRR (il piano europeo di ripresa post-Covid).
Il Governo ha messo la fiducia sul decreto Terra dei fuochi: significa che il Senato non poteva più modificare il testo, ma solo dire sì o no all'intero provvedimento. Il Senato ha approvato la fiducia con 91 voti favorevoli e 55 contrari (presenti 147), quindi il decreto diventa legge. Hanno votato a favore i partiti di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, Civici d'Italia-Noi Moderati). Hanno votato contro le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Italia Viva, Sinistra) e il Movimento 5 Stelle, che inizialmente aveva annunciato astensione e poi si è schierato apertamente contro la fiducia. Sull'informativa del ministro Crosetto non si è votato nulla: tutti i gruppi hanno apprezzato il fatto che il Governo abbia mandato subito una nave militare italiana (la fregata Fasan, poi avvicendata dalla nave Alpino) a proteggere i cittadini italiani imbarcati sulla Flotilla, ma le opposizioni hanno chiesto al Governo gesti più forti (riconoscere lo Stato di Palestina, sospendere il memorandum militare con Israele, bloccare l'invio di armi), mentre la maggioranza ha invitato gli attivisti a fermarsi a Cipro e consegnare gli aiuti tramite la Chiesa cattolica.
Le opposizioni hanno protestato a lungo per come è stato approvato il decreto: il testo era arrivato a fine luglio in piena pausa estiva, in commissione c'erano stati pochi giorni per modificarlo e all'ultimo momento, mercoledì 24 settembre alle ore 13, è spuntato un emendamento del relatore che istituisce un nuovo «Dipartimento per il Sud» dentro la presidenza del Consiglio, con sessanta dipendenti e oltre 7 milioni di euro l'anno: una struttura nuova di zecca, totalmente estranea al tema dei rifiuti, voluta per dare una sede operativa a un sottosegretario nominato di recente (Luigi Sbarra, ex segretario del sindacato CISL). Il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha definito tutto questo «il funerale della democrazia parlamentare». Il presidente di seduta ha richiamato un senatore del Movimento 5 Stelle dopo che aveva affermato che in passato i camion di rifiuti illegali sarebbero stati scortati dalla Polizia. Sull'informativa Crosetto, il dibattito è stato acceso ma sostanzialmente rispettoso: tutti hanno ringraziato il ministro per essere rientrato di notte dall'Estonia per riferire in Aula in tempo zero. Il senatore Marco Croatti (Movimento 5 Stelle) era assente perché si trovava su una delle barche della Flotilla diretta a Gaza, e una sua collega di partito ha voluto ricordarlo a fine seduta.
Nelle domande pomeridiane ai ministri, alcuni passaggi importanti per la vita quotidiana. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che valuterà di rimettere alle Sezioni Unite della Cassazione la questione della «cedolare secca», cioè la tassa fissa sugli affitti, quando l'inquilino è un'azienda che vuole alloggiare i propri dipendenti (tema importante per chi cerca casa lontano da casa per lavoro). Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato il raddoppio dei fondi alle biblioteche (54,8 milioni di euro) e nuovi finanziamenti per i borghi colpiti dal terremoto del 2016 (oltre 220 milioni alle Marche). Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha incassato critiche dure dalle opposizioni: una senatrice di Italia Viva (Annamaria Furlan) e una del PD (Susanna Camusso) hanno ricordato che 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi e che gli italiani prendono in media prestiti da 10.000 euro all'anno per pagare cure mediche; sul fronte dei fondi europei per la sanità (la cosiddetta «Missione 6» del PNRR), solo una parte degli ospedali e delle nuove «case di comunità» previsti è stata realizzata. Una senatrice del Movimento 5 Stelle ha contestato il nuovo tariffario delle prestazioni sanitarie, già bocciato dal TAR del Lazio. Una della Lega ha denunciato il sottodimensionamento del 118 a Piacenza e nell'Alto Frignano (zona montana del Modenese), dove una turista è morta per i tempi lunghi di soccorso.
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