Seduta n. 203 della Camera dei Deputati, 27/11/2023.
Argomenti: espulsioni migranti, minori non accompagnati, centri di trattenimento, protezione donne migranti, diritti dei minori.
La Camera ha approvato il decreto del Governo Meloni sull'immigrazione con fiducia, introducendo nuove regole per espulsioni più rapide e allungando i tempi di trattenimento nei centri. L'articolo più contestato riguarda il collocamento di minori stranieri insieme agli adulti.
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La Camera ha dedicato tutta la giornata a un decreto del Governo Meloni sull'immigrazione: il quarto provvedimento del genere in un solo anno (decreto-legge 133 del 2023, trasformato nel disegno di legge n. 1458). Si tratta di nuove regole per espellere più in fretta gli stranieri considerati pericolosi, per allungare i tempi in cui i migranti possono essere trattenuti nei centri e per gestire i minori stranieri arrivati da soli. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ha difeso il testo come parte di una strategia più ampia, che comprende anche l'accordo con l'Albania e gli accordi con la Tunisia. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Verdi-Sinistra) lo hanno attaccato, soprattutto per la norma che permette di mettere ragazzi tra i 16 e i 18 anni nei centri per adulti.
Il Governo aveva chiesto la fiducia, cioè aveva legato la sopravvivenza del decreto a un voto secco di sostegno: chi votava no rischiava di sfiduciare il Governo stesso. La Camera ha dato la fiducia con 164 voti a favore e 94 contrari (3 astenuti). Con questo voto il decreto è stato approvato così com'era, senza più possibilità di modifiche. Nel pomeriggio i deputati hanno iniziato a votare gli ordini del giorno, cioè impegni generici che chiedono al Governo di fare qualcosa ma senza forza di legge vera e propria. Quasi tutti quelli proposti dalle opposizioni sono stati respinti. È passato un solo impegno, presentato dalla deputata Laura Boldrini (Partito Democratico) e riscritto d'intesa con il Governo (ordine del giorno 9/1458-A/22): riguarda percorsi di protezione per le donne migranti vittime di violenza. La votazione finale sul decreto e gli altri impegni sono stati rinviati al giorno dopo.
Il dibattito è stato molto acceso. Il deputato Francesco Mura (Fratelli d'Italia) è stato ripreso cinque volte dalla presidente di turno e gli è stato tolto il microfono dopo aver detto che le opposizioni avrebbero il sostegno dei trafficanti di esseri umani; ha poi corretto la frase tra le proteste del Partito Democratico. Il punto più contestato è stato l'articolo 5 del decreto: per le opposizioni, mettere minori soli accanto agli adulti per molti mesi viola le convenzioni internazionali sui diritti dei bambini. Diversi deputati hanno citato i numeri: in Italia ci sono circa 23.500 minori stranieri non accompagnati, ma solo poco più di 6.000 posti dedicati a loro. La Lega ha invece richiamato un grave fatto di cronaca avvenuto in Francia per giustificare le espulsioni più rapide.
A fine seduta alcuni deputati hanno parlato di questioni diverse. Una deputata dei Cinque Stelle ha chiesto al Governo di fermare i pagamenti del cosiddetto payback sanitario (un meccanismo che obbliga le aziende fornitrici della sanità pubblica a restituire parte degli incassi), dopo che un tribunale amministrativo ne aveva messo in dubbio la legittimità. Un altro deputato dei Cinque Stelle ha segnalato centinaia di licenziamenti in due fabbriche del Torinese, chiedendo un tavolo di crisi con il Governo e la Regione Piemonte. Una deputata del Partito Democratico ha ricordato i novant'anni dall'Holodomor, la carestia provocata in Ucraina dall'Unione Sovietica negli anni Trenta in cui morirono milioni di persone, chiedendo che la Camera la riconosca come genocidio.
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