Seduta n. 238 del Senato della Repubblica, 05/11/2024.
Argomenti: aggressioni medici, violenza negli ospedali, tutela sanitari, pene per danni.
Il Senato ha approvato la legge contro le aggressioni al personale sanitario e i danni agli ospedali, con pene fino a cinque anni. La maggioranza ha votato a favore, le opposizioni si sono astenute chiedendo misure ulteriori sulla prevenzione.
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Il Senato ha discusso una nuova legge contro le aggressioni a medici, infermieri e personale sanitario, e contro chi danneggia ospedali e attrezzature (DDL 1256). Si trattava di trasformare in legge definitiva un decreto del Governo già in vigore dal 2 ottobre 2024 (un decreto è una norma che il Governo fa subito da solo, ma che il Parlamento deve confermare entro due mesi). Il testo prevede pene fino a cinque anni di carcere per chi danneggia beni degli ospedali e l'arresto immediato di chi aggredisce un sanitario. Quasi tutti, maggioranza e opposizione, hanno detto che il fenomeno è gravissimo: nel 2023 ci sono state oltre 16.000 segnalazioni di aggressioni, e nella maggior parte dei casi la vittima è una donna.
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i loro alleati) ha votato a favore. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra-Verdi) si sono astenute: condividono l'obiettivo, ma ritengono la legge insufficiente. Durante l'esame il Senato ha accolto alcune correzioni, tra cui una di Forza Italia che estende le tutele anche alle guardie giurate private che lavorano negli ospedali. Sono state invece respinte tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni, comprese quelle che chiedevano cartelli informativi, formazione del personale e supporto psicologico alle vittime.
La giornata è iniziata con una protesta: senatori di Cinque Stelle, Partito Democratico e Italia Viva hanno criticato i tempi troppo stretti con cui si sta esaminando un'altra legge, quella sulla sicurezza pubblica (DDL 1236). Un senatore di Fratelli d'Italia ha replicato con una battuta polemica, dicendo di avere "scordato a casa la museruola". Sulla legge per i sanitari il dibattito si è acceso soprattutto sul punto più contestato: un senatore di Italia Viva ha fatto l'esempio dell'ombrello dimenticato in ospedale, sostenendo che la norma, scritta in modo troppo ampio, potrebbe punire con il carcere anche danni a oggetti senza valore. Il relatore ha risposto che la legge già esistente eviterebbe casi del genere. Cinque Stelle ha accusato la maggioranza di avere "copiato" alcune loro proposte facendole proprie.
Gran parte della discussione è andata oltre la legge in esame, affrontando le cause profonde delle aggressioni: pochi medici e infermieri, liste d'attesa lunghissime, pronto soccorso sovraffollati e tagli alla sanità pubblica degli ultimi anni. Diversi senatori, di maggioranza e opposizione, hanno detto che inasprire le pene non basta e che servono soprattutto più assunzioni, stipendi più alti e investimenti. Un senatore medico ha parlato della perdita di fiducia tra pazienti e dottori. È stato citato anche il PNRR (il piano europeo di investimenti per l'Italia) e i suoi fondi per rafforzare la sanità sul territorio, con l'obiettivo di alleggerire gli ospedali.
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