Seduta n. 192 del Senato della Repubblica, 22/05/2024.
Argomenti: premierato, senatori a vita, riforma costituzionale, dissesto idrogeologico.
Il Senato ha esaminato la riforma costituzionale del premierato, concentrandosi sull'eliminazione dei senatori a vita. La maggioranza ha respinto tutti gli emendamenti dell'opposizione mentre senatori hanno protestato duramente contro la gestione delle votazioni.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il Senato ha continuato a esaminare la grande riforma costituzionale del governo proposta dal centrodestra, il cosiddetto "premierato" (S.935, insieme a una proposta collegata di Matteo Renzi, S.830). L'idea centrale è far eleggere direttamente dai cittadini il Presidente del Consiglio, cioè il capo del governo. Per tutta la giornata, però, ci si è concentrati su un solo punto della riforma: l'articolo 1, che cancella la possibilità per il Presidente della Repubblica di nominare i senatori a vita. I senatori a vita sono poche personalità di altissimo valore (per esempio scienziati, artisti o testimoni della storia) che siedono in Senato senza essere state elette. Oggi sono cinque: Liliana Segre, Carlo Rubbia, Mario Monti, Elena Cattaneo e Renzo Piano.
In questa giornata non è stato approvato nulla di nuovo: il Senato ha solo respinto, uno dopo l'altro, gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni. Un ordine del giorno è una richiesta di impegno politico rivolta al governo, senza forza di legge. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha bocciato ogni proposta. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Alleanza Verdi e Sinistra) volevano cancellare l'articolo 1 o, in alternativa, mantenere i senatori a vita aumentandone o ritoccandone il numero. Tutte queste proposte sono state respinte. Per accelerare, il presidente del Senato ha raggruppato in un'unica votazione le tante proposte quasi identiche (una tecnica chiamata "canguro"), facendo così cadere in blocco decine di emendamenti.
La seduta è stata molto tesa. A un certo punto senatori di entrambe le parti hanno alzato in aria il libretto della Costituzione come gesto di sfida, e il presidente Ignazio La Russa ha annullato la votazione in corso e richiamato tutti all'ordine. Le opposizioni hanno protestato a lungo contro il modo in cui venivano raggruppate le votazioni, sostenendo che cancellava il loro diritto di discutere ogni proposta. C'è stato anche uno scontro verbale tra La Russa e i capigruppo dell'opposizione. Un punto serio è emerso quasi per caso: la proposta di lasciare i senatori a vita ma togliendo loro il voto sulla fiducia al governo; il presidente l'ha messa da parte per discuterla con più calma, riconoscendo che meritava un approfondimento. Le opposizioni hanno chiesto e ottenuto che il giorno dopo si riunissero i capigruppo per fissare regole più chiare. Il relatore del centrodestra ha difeso la cancellazione dei senatori a vita dicendo che un istituto simile, in un'assemblea eletta, esisterebbe solo in Russia.
A fine seduta una senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra ha parlato della grave ondata di maltempo al Nord, con una vittima nel Bellunese e l'emergenza in Veneto, chiedendo di accelerare il lavoro su una legge per affrontare la crisi del clima e il dissesto del territorio. Una senatrice del Movimento 5 Stelle ha denunciato la costruzione di grattacieli a Milano con procedure semplificate, che secondo lei lasciano i cittadini senza servizi adeguati come trasporti, verde e asili.
Seduta precedente: n. 191 del 21/05/2024 · Seduta successiva: n. 193 del 23/05/2024