Seduta n. 61 del Senato della Repubblica, 27/04/2023.
Argomenti: DEF 2023, debito pubblico, salari, sanità pubblica, MES.
Il Senato ha approvato il DEF 2023 e una richiesta di maggiore indebitamento per ridurre le tasse sui salari. La maggioranza ha sostenuto il documento come prudente, mentre le opposizioni hanno criticato i tagli alla sanità e i fondi insufficienti per i dipendenti pubblici.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il Senato ha discusso il primo grande documento di programmazione economica del Governo Meloni, il DEF 2023 (Documento di economia e finanza), cioè il piano con cui lo Stato fissa gli obiettivi di crescita, di tasse e di debito per i prossimi anni. Insieme al DEF si discuteva anche una richiesta del Governo di potersi indebitare un po' di più del previsto, per circa 3,4 miliardi nel 2023 e 4,5 miliardi nel 2024, da usare soprattutto per ridurre le tasse sui salari medio-bassi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i gruppi minori) ha difeso il documento come prudente e serio, sottolineando il taglio delle tasse sul lavoro e la riduzione graduale del debito pubblico. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra) e i centristi di Azione-Italia Viva hanno invece criticato la mancanza di soldi per la sanità, per i contratti dei dipendenti pubblici e per i salari.
Il Senato ha approvato le due proposte di indirizzo presentate dalla maggioranza: una sulla richiesta di indebitarsi di più (proposta di risoluzione n. 100), votata con la maggioranza rafforzata richiesta dalla legge, e una di sostegno al DEF nel suo complesso (proposta di risoluzione n. 3). Le proposte alternative delle opposizioni sono state respinte automaticamente perché ne erano già state approvate altre dal contenuto opposto. Nel corso della giornata l'Aula ha anche eletto i membri di alcuni organi che governano la magistratura amministrativa, contabile e tributaria: sono stati scelti i nomi indicati dalla maggioranza. In pratica, il DEF approvato fissa una crescita del PIL (PIL = quello che il Paese produce in un anno) intorno all'1% per il 2023 e prevede una lenta riduzione del debito pubblico, che resta comunque sopra il 140% del PIL: significa che lo Stato è indebitato per più di tutto quello che il Paese produce in un anno.
Le opposizioni hanno protestato perché il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti non era presente in Aula, lasciando l'Assemblea senza una risposta diretta del Governo su un documento così importante. Lo scontro più acceso è arrivato nel pomeriggio sull'elezione dei membri di quegli organi della giustizia: il Partito Democratico, per voce del senatore Francesco Boccia, ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, accusando la maggioranza di aver imposto i propri nomi senza accordo e senza rispettare l'equilibrio tra uomini e donne. Il presidente del Senato La Russa ha replicato che quella regola sull'equilibrio di genere non si applica a questi organi. A complicare la giornata, è arrivata la notizia che alla Camera la stessa risoluzione sul DEF non aveva ottenuto i voti necessari: per questo il Governo ha deciso di riscrivere il testo e l'Aula è stata riconvocata per il giorno dopo.
Gran parte del dibattito si è concentrata sulla sanità pubblica: le opposizioni hanno denunciato che la spesa sanitaria, rispetto a quanto produce il Paese, è destinata a scendere negli anni, mentre la maggioranza ha sostenuto di aver aumentato i fondi in valore assoluto. Si è discusso molto anche di salari fermi da anni, di lavoro precario, di pensioni e del crollo delle nascite. Tornato più volte il tema del MES, il fondo europeo per aiutare i Paesi in difficoltà finanziaria: le opposizioni chiedevano al Governo di accettarlo, mentre la Lega lo ha difeso come scelta da evitare. Una senatrice del Partito Democratico ha aperto il suo intervento ricordando una psichiatra uccisa da un paziente a Pisa, per richiamare le condizioni difficili in cui lavora il personale sanitario.
Seduta precedente: n. 60 del 26/04/2023 · Seduta successiva: n. 62 del 28/04/2023