Senato, seduta n. 168 del 13 marzo 2024: PNRR, elezioni 2024, mandati sindaci

Seduta n. 168 del Senato della Repubblica, 13/03/2024.

Argomenti: PNRR, elezioni 2024, mandati sindaci, voto universitario, decreti urgenza.

Il Senato ha discusso dello stato del PNRR e ha approvato il decreto sulle elezioni europee e amministrative di giugno. Nel decreto ha introdotto il voto sabatino, il voto universitario da fuori sede e nuove regole sui mandati dei sindaci e governatori.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 13 marzo 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata ha avuto due grandi temi. Al mattino il ministro per gli affari europei e il PNRR, Raffaele Fitto, ha riferito al Senato sullo stato del PNRR, cioè il grande piano di investimenti finanziato con i soldi europei per rilanciare il Paese dopo la pandemia. Il ministro ha difeso le scelte del Governo, in particolare la revisione del piano e lo spostamento di alcuni progetti fuori dal PNRR per finanziarli con altre risorse. Nel pomeriggio l'aula ha trasformato in legge un decreto del Governo che fissa le regole pratiche per le elezioni del 2024 (le europee e le amministrative dell'8 e 9 giugno). Su questo secondo testo il dibattito è stato molto acceso, perché la maggioranza ci ha aggiunto temi nuovi rispetto a quello che il decreto doveva contenere.

Cosa hanno deciso

Sul PNRR il Senato ha votato sei documenti con cui i gruppi indicavano al Governo che cosa fare (sono atti che impegnano politicamente l'esecutivo). È passata in parte la proposta di Azione (6-00081) ed è passata interamente quella della maggioranza di centrodestra (6-00085); sono state respinte le proposte di Cinque Stelle, Sinistra e Partito Democratico, e in parte quella di Italia Viva. Nel pomeriggio il Senato ha approvato il decreto sulle elezioni (DDL S.997). La legge fa votare anche di sabato, aumenta di poco il compenso a chi lavora ai seggi e, soprattutto, per la prima volta consente agli studenti universitari fuori sede di votare alle elezioni europee dal luogo dove studiano. Ha votato a favore la maggioranza di centrodestra; Italia Viva e Azione si sono astenute; Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra hanno votato contro.

Momenti notevoli

Il momento più teso ha riguardato il numero dei mandati dei sindaci e dei presidenti di Regione. Dentro la stessa maggioranza la Lega spingeva per permettere ai governatori un terzo mandato (un tema legato anche al caso del presidente del Veneto Zaia), mentre gli alleati frenavano. Il provvedimento alla fine toglie ogni limite ai sindaci dei piccolissimi Comuni (sotto i 5.000 abitanti) e arriva a tre mandati per quelli fino a 15.000 abitanti. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di avere infilato in un decreto nato semplice una serie di norme costruite su misura, alcune delle quali, secondo loro, rischiano di essere bocciate dalla Corte costituzionale. Il senatore Andrea Giorgis (Partito Democratico) ha denunciato che il Governo legifera quasi solo per decreti d'urgenza, scavalcando il Parlamento.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel dibattito sul PNRR è tornato il confronto sui numeri: il piano italiano vale 194,4 miliardi di euro, di cui 122 presi in prestito (cioè a debito), ed è il più grande d'Europa. Il ministro ha rivendicato giudizi positivi della Commissione europea (Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea) e della Corte dei conti, mentre le opposizioni hanno contestato la lentezza nella spesa effettiva dei fondi. Sul decreto elettorale si è discusso anche della riduzione del numero di firme necessarie per presentare le liste alle europee, una modifica fatta a pochi mesi dal voto che le opposizioni hanno giudicato scorretta perché cambia le regole a gioco già iniziato.

Le leggi votate in questa seduta

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