Seduta n. 432 della Camera dei Deputati, 20/02/2025.
Argomenti: Milleproroghe, rottamazione cartelle fiscali, no-vax, taser polizia locale, fiducia parlamentare.
La Camera ha approvato il decreto Milleproroghe con misure su riscossione fiscale, sicurezza e pandemia. Nel dibattito critiche sulla cancellazione delle multe ai no-vax e sul metodo della fiducia che limita il ruolo del Parlamento. Opposizioni hanno sollevato preoccupazioni su sanità e crisi economica.
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La giornata è stata dedicata quasi tutta a un solo provvedimento: il cosiddetto decreto Milleproroghe (DDL 2245). È una legge che ogni anno rinvia decine di scadenze diverse, per evitare che misure utili a cittadini e imprese scadano da un giorno all'altro. Dentro c'è di tutto: assunzioni nella pubblica amministrazione e nella sanità, sostegno agli enti locali, proroghe fiscali, sicurezza, turismo. La Camera non poteva più modificarlo: aveva di fronte solo la scelta di approvarlo o respingerlo, dopo che il testo era già passato al Senato. Il dibattito è stato quindi soprattutto un confronto di dichiarazioni finali, prima del voto.
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto, che così diventa legge. Hanno votato a favore in 165, contro in 105, con 3 astenuti (presenti 273). Ha votato a favore la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati). Hanno votato contro le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra e Verdi, Azione). I deputati delle minoranze linguistiche di lingua tedesca e valdostana hanno scelto di non schierarsi, astenendosi. Tra le misure che diventano legge: la riapertura dei termini per pagare a rate le vecchie cartelle fiscali (la cosiddetta rottamazione), l'uso strutturale del taser per la polizia locale e l'annullamento delle multe a chi non aveva rispettato l'obbligo di vaccino anti-COVID.
Due punti hanno acceso lo scontro. Il primo è la cancellazione delle multe ai no-vax, cioè a chi non si era vaccinato pur essendo obbligato. Le opposizioni l'hanno definita uno schiaffo a medici, infermieri e vittime della pandemia, anche perché la seduta cadeva nel quinto anniversario del primo caso COVID in Italia. La cosa singolare è che le critiche sono arrivate anche da Forza Italia, che pure ha votato a favore del decreto. Il secondo punto è il metodo: diversi deputati hanno protestato perché il testo è rimasto fermo al Senato per quasi due mesi e poi è arrivato alla Camera con pochi giorni di tempo e con la fiducia. La fiducia è un voto che lega l'approvazione della legge alla sopravvivenza del Governo e impedisce di proporre modifiche. Secondo le opposizioni questo svuota il ruolo del Parlamento.
Nelle dichiarazioni finali si è parlato anche di temi più ampi. Le opposizioni hanno criticato lo stato della sanità pubblica, le lunghe liste d'attesa e la mancanza del ministro della Salute dal dibattito pubblico. Hanno citato la produzione industriale ferma da quasi due anni e la crescita del numero di persone in povertà. La maggioranza ha risposto con i dati sul recupero dell'evasione fiscale (oltre 33 miliardi di euro recuperati nel 2024) e sulle esportazioni in aumento. La Camera ha inoltre comunicato che la seduta del giorno dopo avrebbe affrontato una proposta sulla durata delle intercettazioni telefoniche (C. 2084) e una mozione sul riconoscimento del genocidio del popolo yazida.
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