Seduta n. 205 della Camera dei Deputati, 29/11/2023.
Argomenti: appalti pubblici, massimo ribasso, salario minimo, ferrovie, trasporti.
La Camera ha discusso gli appalti pubblici e il sistema del massimo ribasso. Respinte le proposte delle opposizioni su salari minimi e subappalti a cascata; approvata la mozione della maggioranza per limitare il ribasso escluso il costo del lavoro. Nel pomeriggio tensione sulla fermata straordinaria di un Frecciarossa richiesta dal ministro dell'Agricoltura.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Il tema centrale della mattinata sono stati gli appalti pubblici, cioè i contratti con cui lo Stato e gli enti pubblici affidano lavori e servizi a imprese private. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione) hanno presentato proposte per limitare la pratica di assegnare gli appalti a chi offre il prezzo più basso (il "massimo ribasso"), che spesso fa scendere salari e sicurezza. Chiedevano anche di vietare il "subappalto a cascata" (quando chi vince l'appalto lo gira a un'altra impresa, che lo gira ancora a un'altra, e così via) e di garantire negli appalti pubblici una paga minima di 9 euro lordi all'ora. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha invece difeso il sistema dei contratti firmati tra sindacati e imprese, dicendo no a una paga minima fissata per legge.
Su questi temi le opposizioni avevano presentato quattro proposte di indirizzo al Governo (quelle del PD, di AVS, dei Cinque Stelle e del gruppo Misto: documenti 1-00210, 1-00211, 1-00213 e 1-00218): la Camera le ha respinte tutte. È stata invece approvata la proposta della maggioranza (mozione 1-00215), che chiede al Governo di limitare il massimo ribasso e di tenere fuori dai ribassi il costo del lavoro e della sicurezza, ma senza introdurre la paga minima per legge. In pratica, su come migliorare salari e sicurezza negli appalti hanno vinto le richieste del centrodestra. Il resoconto ufficiale non riporta i numeri esatti dei voti, quindi non vengono indicati.
Il caso più discusso non riguardava gli appalti. Nel pomeriggio i Cinque Stelle hanno interrogato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida sulla vicenda del treno: un Frecciarossa molto in ritardo era stato fatto fermare in modo straordinario alla stazione di Ciampino per farlo scendere e raggiungere in tempo l'inaugurazione di un parco a Caivano, vicino Napoli. Il ministro ha difeso la fermata come legittima e prevista dal regolamento delle Ferrovie, sostenendo di averla chiesta per non mancare a un evento contro la criminalità; le opposizioni l'hanno accusato di aver usato il suo ruolo per ottenere un privilegio negato ai comuni cittadini. Lo scambio è stato molto teso, con applausi e proteste dai due schieramenti.
In apertura, vari deputati delle opposizioni hanno chiesto che il ministro della Difesa Guido Crosetto venga a riferire in Aula. In un'intervista aveva ipotizzato che una parte della magistratura volesse far cadere il governo Meloni, e l'opposizione ha definito gravi quelle parole, chiedendo spiegazioni pubbliche. Nel pomeriggio ci sono state altre richieste di chiarimento al Governo (le cosiddette interrogazioni a risposta immediata, cioè domande dei deputati a cui i ministri rispondono subito in Aula): tra i temi, la crisi delle acciaierie per la carenza di rottame di ferro, la revisione del PNRR (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè i fondi europei per investimenti e riforme) e i ristori agli allevamenti colpiti dalla peste suina, dopo un servizio televisivo che mostrava maltrattamenti sugli animali (interrogazione 3-00828).
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